“Cheste nun se chiammano feste, ma devozioni”

Taccuino Folklorico è un altro spazio dedicato a storie che arrivano “dal basso”.popolodellatammorra 

Racconteremo degli usi e dei costumi, dei luoghi dove il “popolo della tammorra” e più in generale, varcando limiti “territoriali”, le Comunità, si incontrano per festeggiare!

Mai come in questo periodo, dove il virtuale è subentrato all’esperienziale, i momenti di aggregazione sociale sono importantissimi. Le sagre, ad esempio, già dall’etimologia del nome, sanciscono una commistione imprescindibile che ci accompagnerà spesso durante i nostri racconti, quella tra sacro (da cui il nome) e profano.

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A dire il vero già il termine festa è legato a quello di ricorrenza sacra…Celebrare i vari momenti dell’anno legati al ciclo della terra; propiziarsi una divinità o ringraziarla per l’abbondante raccolto; onorare un santo per esorcizzare le forze avverse, ma anche e sempre celebrare noi stessi, come individui, come parte di un tutto.

Scriveva Osho: “Celebro me stesso e un giorno, spero, potrai farlo anche tu. Quando migliaia di persone su tutta la terra celebrano, cantano, ballano, in estasi, ubriachi con il divino, non sarà più possibile un suicidio globale. Come può scoppiare la guerra fra tanta festa, risate, salute, benessere e naturale spontaneità?” .

Un mio compaesano, Marcello Colasurdo , invece canta: “meglio ‘na tammurriata ca’ ‘na guerra”.

Eh si, è proprio così, impariamo a far festa, insieme, alla scoperta di quelle passioni che sono le nostre radici.

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