Come ripopolare un paese a 1000 mt di altezza, e a centinaia di chilometri da una città metropolitana? Forse è una delle vie praticabili per la decrescita felice, la teoria di Serge Latouche. Di sicuro è una risposta. La Valle dei Cavalieri è una realtà economica italiana nata 25 anni fa, con un fatturato annuo di circa 700mila euro a fronte di un investimento totale pari a 1,5 milioni di euro. È una cooperativa di comunità, un soggetto “giuridico” inventato dai creatori, gli abitanti di Succiso (Reggio Emilia), un piccolissimo borgo sull’Appennino Tosco Emiliano. D’inverno ne sono 65, d’estate anche 600. “Una cooperativa, voluta dagli abitanti di un piccolo paese, per mantenerlo vivo, è una comunità – spiega il presidente, Dario Torri -. La Cooperativa di Comunità Valle dei Cavalieri è una reazione all’insostenibilità economica di singole attività e all’assenza di servizi di interesse generale”. Nasce quando chiude l’ultimo bar – poco tempo prima, aveva abbassato le serrande anche l’ultima bottega -, nel 1991, da nove ragazzi della proloco.

“Dapprima abbiamo investito i nostri soldi e abbiamo risistemato la vecchia scuola elementare del paese, ormai diroccata – racconta -. Lì abbiamo aperto un bar e una bottega di prodotti alimentari, dove arrivano clienti pure dai paesi limitrofi, perché il negozio più vicino dista 20 chilometri. Vendiamo il pane che produciamo noi: 20 chili al giorno d’inverno e 80 chili d’estate. Ma non ci siamo fermati. Abbiamo avviato un ristorante, con 220 coperti e un agriturismo con sei camere e venti posti letto. Oggi, ospitiamo fino a 14mila turisti all’anno. Abbiamo un campo polivalente per le attività sportive in sintetico, e da poco un piccolo centro benessere”. È cittadinanza attiva, è una risposta collettiva che coinvolge tutti i residenti del paese. La cooperativa è formata da 33 soci volontari, 7 dipendenti fissi (oltre il 10% della popolazione) e altri stagionali e lo stipendio medio è di circa 1.000 euro al mese. L’associazione da parte delle persone è volontaria e la proprietà è comune.

Il supporto degli enti locali non manca, a giusta ragione. “È un percorso economico virtuoso, crea occupazione all’interno della comunità – sottolinea Torri – con effetti positivi che inevitabilmente si riflettono sulla qualità della vita dei cittadini, che rafforzano i legami sociali, trovando soluzioni efficaci a problemi comuni”. Oltre Ai servizi, la cooperativa produce, nell’azienda agricola, la ricotta dell’Appennino Reggiano e il pecorino – secondo un disciplinare studiato in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio, e con l’Università di Bologna. Con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, organizzano passeggiate per i turisti e ospitano studenti, per escursioni e laboratori naturalistici. In dieci anni, i ragazzi accolti sono 1.600. Gestiscono il trasporto scolastico, di provviste e medicine. Sono arrivati ricercatori dal Giappone, Corea, Birmania, Stati Uniti, Canada, Swaziland, per studiare ed esportare il modello La Valle dei Cavalieri. Dal 2015 gira, per le sale europee, il docu-film Varvilla di Valerio Gnesini. A Parigi è un cult.

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