“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli” (Emilio Salgari)

Segue da”Bagaglio Parte Prima”

………“Eh già, bravo tu, allora facci vedere!”, potrebbe obbiettare, a ben donde ognuno di voi. So per certo, come detto prima e, come no, per esperienza personale, che è difficile sradicare convinzioni che sono, come sottolinea a ragione Paolo, di natura inconscia prima ancora di essere dettate dalla pratica; io ci provo lo stesso cercando per quanto possibile di non entrare in dettagli troppo tecnici per comprendere entrambe le “macro – categorie” descritte all’inizio.          Dunque: 

  1. Se, come fa la maggior parte di noi, disponete tutti gli oggetti da portare sul letto, prima di ricoverarli provate (almeno una volta) a considerare che la metà (sissignori la metà) non vi serve davvero! Se ci riuscite al primo colpo siete dei virtuosi (in questa fase ho grande rispetto per i genitori che ingaggiano furiosa battaglia con i loro bimbi per non doversi accollare giocattoli superflui). Comunque se siamo ben informati sui luoghi in cui andremo il lavoro non sarà poi così oneroso.
  2. Il contenitore. Lo zaino: possibilmente non superiore ai 25/30 litri, con spallacci e schienale che rendano confortevole il carico e diviso in sezioni delle quali una che si possa aprire completamente “a libro”; facilita enormemente l’estrazione delle cose di uso più frequente che avrete avuto l’accortezza di riporre lì. Valigia/Trolley: Io personalmente ci vedo solo svantaggi, ma è una deformazione che viene dalle mie abitudini delle volte, lo ammetto, troppo “spartane” (spesso per esercizio e per necessità ho fabbricato e non comprato il contenitore) e dal fastidio che provo ogni volta che, in coda al check – in o altrove la fila è sempre moltiplicata dai trolley regolarmente tenuti dietro di sé per tutta la lunghezza del manico estensibile. Ma tant’è solo per me e non ha poi tutti questi risvolti pratici; è solo un piccolo sfogo magari anche un po’ superbo. In ogni caso io consiglierei assolutamente di non eccedere con la grandezza (prima o poi bisognerà sollevarli), ma semmai portarne due più piccoli; si trasportano comunque più agevolmente, si stipano molto meglio in un bagagliaio e basterà segnarsi cosa contengono per aprire, in caso di bisogno, solo quello giusto. Se viaggiate in gruppo potete sempre riempire uno o più “mostri” non rigidi (da poter ripiegare quando non servono più) con le cose di ognuno che non passano al detector o servono solo all’arrivo, e mandarlo in stiva se viaggiate in aereo altrimenti comunque trasportarlo dandovi manforte l’un l’altro.
  3. Una volta riempito il bagaglio non fatevi prendere (resistete!) dalla tentazione di aggiungere qualcosa solo perché c’è spazio. Tutti ne abbiamo la tentazione salvo poi imprecare quando alla fine del viaggio non riusciamo a chiudere la valigia perché per la fretta mal riponiamo la roba o non sappiamo dove diavolo mettere un manufatto acquistato in loco.

Segue………

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