“Solo la direzione è reale, la meta è sempre fittizia, anche la meta raggiunta…anzi soprattutto questa”

(Arthur Schnitzler)

(Pensieri, citazioni, racconti, consigli e ..  blog?)

Il viaggiatore ed il turista sono due figure che assai raramente coincidono. Il primo considera davvero più importante il viaggio della meta, il secondo sente invece profonda l’esigenza di “arrivare” (ad un villaggio vacanze piuttosto che alla casa in montagna) considerando quasi sempre esclusivamente la necessità di un sicuro e rilassante diporto; niente di male, intendiamoci, semplicemente sono due atteggiamenti completamente diversi con differenti esigenze. Ad entrambi vorrei offrire, per iniziare, poche righe estratte da un taccuino del mio amico Paolo Novaresio (africanista, storico e viaggiatore esperto) intitolate:

”Il Bagaglio di Freud”.

Il viaggio è già iniziato quando lo zaino di fronte a voi, minacciosamente vuoto, rappresenta il primo passo verso il regno dell’imprevisto (o del troppo prevedibile n.d.r.); […] Tranquilli: una significativa parte del bagaglio del viaggiatore è costituita da ciò che i Romani chiamavano impedimenta, ovvero tutte le cose non utili o necessarie, ma in qualche modo legate al nostro vissuto e per noi cariche di significati. […] La valenza inconscia del bagaglio prevale sulle preoccupazioni pratiche, trascinando con sé emozioni e sentimenti incontrollabili. La sua presenza rappresenta la nostra sicurezza, la sua mancanza la nostra impotenza.”

L’esigenza del trasporto si traduce, dunque, anche in un fatto affettivo: “A questo non posso proprio rinunciare”; ma nella realtà (praticità) spesso non è così, specie quando viaggiamo comodamente in aereo alla volta di un resort a Formentera. C’è e ci sarà sempre qualcosa che alla fine si è rivelato se non un impiccio un “di più”. Nella mia carriera di istruttore ho visto davvero tante volte allievi che, nonostante tutte le raccomandazioni, riducono sì il bagaglio, inteso come contenitore, ma appendono così tanti orpelli al suo esterno da trasformarsi in variopinto ed improbabile “albero di natale” spesso fuori stagione. Teniamo presente però che in questo caso la “sporta” di un survivalista prevede la totale autosufficienza per almeno 72 ore.

Segue……..

 

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