(di Raffaella Maffei) – “Mi alleno molto spesso la mattina prestissimo, perché mi piace vedere ogni giorno vedo il sole sorgere dietro ai Ciclopi di Acitrezza e mi rinnamoro della vita. L’uomo si deve volere bene… basta poco, un’arietta fresca, guardare il mare e una poiana che vola… Invece, si è inaridito, vive di stereotipi, di materialismo, distrugge l’ambiente che gli ha dato la vita, ma la natura lo dimostra sempre, è molto più forte e si riprenderà ciò che le appartiene. Noi singoli dobbiamo imparare a non fregarcene del prossimo”. Così inizia la nostra intervista a Mauro Prosperi, tre volte campione Italiano di Pentathlon moderno individuale, nove volte a squadre, medaglia d’oro con quella che vince le Olimpiadi di Los Angeles dell’84. È sopravvissuto a 9 giorni nel deserto, dopo essere stato sorpreso da una tempesta di sabbia durante la Marathon des Sables in Marocco.

Vive in Sicilia, a Catania, da 31 anni, ma è romano, figlio di contadini. “Sono inutili i protocolli e le leggi per non far aumentare la temperatura terrestre di 1 grado, se non ci si mette in testa che la natura è la cosa più importante da salvaguardare – aggiunge -. Nelle mie avventure in kayak ho visitato zone spettacolari, bellissime. Ho visto un mare cristallino ma morto, senza pesci, né i colori tipici della flora ittica. Perdiamo il tempo in inutili crociate per togliere i pozzi di petrolio e poi sprechiamo l’acqua. Dovremmo fare meno spazzatura e trasformare in energia quella accumulata”. Il pentatleta ancora oggi si dedica a gare di autosufficienza, senza alcuna paura. “Non bisogna aver paura della morte. Quando ero nel deserto ci parlavo, mi teneva compagnia. Il deserto è vita, non ci sono malattie infettive. Se riesci ad amare la natura, anche la più inospitale ti consente di sopravvivere”, dice.

“Personalmente conosco le piante che posso utilizzare per non morire di fame, la natura offre tutto ciò di cui necessitiamo per sopravvivere. È molto importante anche la solidarietà degli altri – continua -, ovviamente bisogna sapersi proporre”. Prosperi non solo non ha abbandonato la sua attività sportiva ma è diventato allenatore di corsa, scherma, nuoto, equitazione, tiro e preparatore atletico; è anche allenatore coordinatore e preparatore olimpico per il Pentathlon moderno e docente di scherma presso l’Isef di Catania. Tra i suoi allievi anche 85 bambini, dai 3 ai 12 anni. “I genitori stravedono per me, perché li rendo vivi – racconta –. Molti bambini non sanno sorridere. Faccio in modo che in loro cresca la gioia e il desiderio di vedere sorgere il sole… li stimolo ad apprezzare il bene più prezioso che abbiamo, la nostra vita. Li educo ad avere cura dell’ambiente, a non maltrattare gli animali, a gioire davanti al sole e alle stelle. Sono felice di fare quello che faccio ”.

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