(di Raffaella Maffei) – Shakespeare chiamò l’allodola “la messaggera del mattino”, anche Pascoli le dedicò una dolce poesia. Noi, invece, la stiamo massacrando. In Italia, ogni anno, si stima siano uccise legalmente circa 2 milioni di allodole – il 73% degli abbattimenti totali in Europa – oltre quelli illegali. Classificata “vulnerabile” dalla Lista Rossa italiana, l’allodola soffre l’intensificazione delle pratiche agricole, l’abbandono delle aree rurali montane, l’uso eccessivo di diserbanti ed erbicidi. Gli unici paesi europei in cui la specie è ancora cacciabile sono, oltre all’Italia, la Francia, la Grecia, la Romania, Malta e Cipro. Ne abbiamo parlato con Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu, di cui è volontario dagli anni ‘80, impegnato soprattutto nella lotta al bracconaggio e nel contrasto alle illegalità ambientali. Nel settembre 2014 ha anche ricevuto il Premio Margherita Hack per l’impegno a favore degli animali.

“L’Italia selvatica è in pericolo! Milioni di animali sono uccisi al di fuori delle regole – racconta Mamone -. Le decine di migliaia di esemplari protetti, ritrovati feriti da armi da fuoco e che ospitiamo nei centri di recupero, sono solo il 10% di quello che realmente accade nelle nostre campagne. La Lipu ha stimato gli uccelli uccisi dalla ‘caccia illegale’ tra i 3,4 e i 7,8 milioni. In Europa questi numeri farebbero saltare dalla sedia i governanti, da noi, invece, interessano a pochi. Eppure, i temi ambientali dovrebbero essere una priorità. L’Ue ha stabilito che gli uccelli vanno studiati, proprio perché sono indicatori di biodiversità e della qualità delle coltivazioni, quindi del cibo sulle nostre tavole. Gli animali vanno visti con grande rispetto. L’agricoltura deve tenere conto della salvaguardia del paesaggio, delle caratteristiche geografiche e naturali dei terreni. L’Italia è tra i Paesi europei più ricchi di biodiversità, ma la sta perdendo. Ogni giorno sono sottratti 6mq di campagna, cifre spaventose, e l’allodola è uno degli volatili più utili all’agricoltura”.

“Mobiliteremo i cittadini, come per l’abolizione delle catture dei ‘richiami vivi’, raccoglieremo migliaia di firme, da inviare al presidente del Consiglio Renzi, affinché emani un decreto, che escluda l’allodola dal carniere venatorio”. Ma cosa sono i “richiami vivi”? “Milioni di uccelli miseramente maltrattati per essere utilizzati come richiami. Stipati al buio in gabbiette luride, condotti alla pazzia della cattività – spiega -. Quando, dopo anni di battaglie, nel 2015 il Parlamento ha approvato, nella cosiddetta Legge Comunitaria, un articolo che vieta l’uso di reti, trappole e vischio per catturare merli, tordi, allodole e tante altre specie di uccelli selvatici, ho per un attimo rivisto mio padre, quando mi dava la paghetta e con quei soldi, a 13 anni, andavo a contrattare la vita di qualche uccello al mercato clandestino di Napoli. I cacciatori dovrebbero imparare a praticare delle vere attività sportive, come il tiro a volo o quello a piattello, invece di fare vittime innocenti. È una barbarie”. Firma la petizione della Lipu cliccando QUI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here