Le Olimpiadi, da sempre simbolo di pace e fratellanza inaugurano in un modo che ben poco le rappresenta: la morte di Juma. Siamo in Brasile, anno 2016.

Juma, magnifica femmina di giaguaro, specie a rischio di estinzione e simbolo dell’Amazzonia, scelta come mascotte per celebrare  il passaggio della torcia olimpica, esposta al pubblico, ha assistito alla cerimonia legata ad una catena cortissima.

Accostata al fuoco, spaventata dai rumori e frastornata dalle mille persone che le si avvicinavano per scattarle foto, al termine dell’esibizione, mentre la riportavano nella sua gabbia, Juma è riuscita a liberarsi ed è scappata. E’ stata inseguita dai militari, colpita con 4 dosi di tranquillanti ma senza successo. Secondo i racconti Juma ha cercato di aggredire un veterinario e così i militari sono stati costretti a sparare, uccidendola. Siamo a Manaus.

La vicenda ha fatto il giro del mondo e tutti, compresa me, si chiedono se questa morte poteva essere evitabile.  Non possiamo non sentirci responsabili della morte di Juma. Perché Juma ha pagato con la vita le smanie dell’essere umano. La nostra continua voglia di dominio, il nostro egoismo, l’hanno uccisa."201108271649 ARCLICHQLLF provenienza CentroDocumentazione SDF"

La sua morte è  l’ennesimo episodio di abuso sugli animali. Continuiamo ad usare gli animali  per soddisfare il nostro divertimento personale e per fini economici. Animali strappati ai loro habitat , costretti ad una vita in gabbia, privati dei loro istinti naturali. Senza renderci conto che gli animali selvatici  sono esseri viventi con esigenze e comportamenti ben precisi.

E dobbiamo rispettarli ponendo fine al loro sfruttamento. Per fare ciò, per dare voce a chi voce non ne ha, occorre l’impegno di tutti, nessuno escluso. Dobbiamo boicottare tutti gli spettacoli con gli animali, abolire tutte le esibizioni in cui sono esposti in contesti inadatti e ingestibili, fonti di stress e dolore.

Bisogna capire che ogni animale per vivere deve poter godere della libertà. Quella libertà a cui Juma, fuggendo, voleva andare incontro, nel suo mondo, un mondo diverso ma sicuramente migliore di quello umano.

 

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