(DI Raffaella Maffei) – Il Salento è una terra ricca di cultura e tradizioni, dove sacro e profano, paganesimo e Cristianesimo convivono nelle numerose sagre e feste patronali che animano per lo più i mesi estivi. I Mascarimirì sono un gruppo storico di questa suggestiva terra, una band musicale che ne tramanda la storia dal 1997. Dei moderni aedi, che attraverso le sonorità della pizzica, arricchita da sintetizzatori e chitarre elettriche, raccontano una tradizione italiana. Con loro si inaugura un nuovo genere musicale il Punk-Dub Tarantolato Salentino. E una nuova corrente filosofica la Tradinnovazione. Il nonno del leader del gruppo, Claudio Giagnotti, alias Cavallo, era Useppe ‘u zingaro. E sono proprio le origini Rom a caratterizzare la visione politico-culturale e le contaminazioni musicali di questa formazione, composta dal fratello di Claudio, Mino Giagnotti – definito dalla critica, una delle voci più interessanti del panorama popolare salentino – Vito Giannone e Alessio Amato.

“All’uomo rom piace stare all’aria aperta, vivere tra la gente e mangiare bene – dice Cavallo -. Da sempre cantiamo contro la speculazione e la cementificazione della nostra terra. Il Salento è cambiato negli anni, passando da terra di emigrazione a terra turistica, che nel mese di agosto arriva quasi a scomparire nell’ormai ‘calore’ delle sue feste: appuntamenti di sicuro interesse commerciale e di sviluppo, ma cambiano un territorio, che proprio della sua tradizione ha saputo fare il suo punto di forza. Arrivano in Salento migliaia di persone, per il mare, la musica bella e perché si mangia bene. E la speculazione del territorio non è una buona strategia – suggerisce -. Da sempre siamo contro la costruzione della strada statale 275, che da Maglie porta a Leuca. Per un afflusso turistico, sicuramente intenso, ma di venti giorni ad agosto, vogliono cementificare un paesaggio… abbattere ulivi secolari. Noi crediamo che anche il batterio Xylella vi sia stato portato. Nelle nostre canzoni – continua – abbiamo parlato di Porto Badisco, che non è utilizzato come dovrebbe; della grotta dei cervi, un porto naturale che andrebbe rivalutato come porto storico”.

Con 15 album all’attivo e un’attività concertistica di primo livello, il gruppo di Muro Leccese ancora oggi è il più innovativo di Pizzica Pizzica Salentina. I Mascarimirì hanno suonato in Australia, Tunisia, Francia, Spagna, Italia, Svizzera, Belgio, Germania, Grecia. Pizzica Dance Hall Party è l’ultimo lavoro discografico, prodotto da Claudio Cavallo Giagnotti e Dilinò con il sostegno di Puglia Sounds e distribuito da Kurumuny. “La tradizione è la vita, è la gente a ispirarci le canzoni, le persone che incontriamo ogni giorno. Cantiamo in lingua autoctona perché siamo convinti che con la perdita del linguaggio territoriale si perde anche l’identità – spiega -. Tante parole, troppe, sono state tradotte in italiano perdendo il loro reale significato. Il tambureddhu, per esempio è il tamburo salentino, ma viene chiamato tamburello, che è assolutamente un’altra cosa! Non esiste uno strumento con questo nome! Ci si preoccupa di organizzare nei mesi di grande afflusso turistico, sagre e concerti di pizzica e taranta, ma poi non c’è un locale dove ascoltare la musica salentina tutto l’anno, anche questo va a discapito dell’identità”. Il prossimo appuntamento live è sabato 27 agosto 2016, i Mascrimirì suoneranno a Rivisondoli (AQ), in occasione della sagra dei prodotti del Mangiacammina (https://www.facebook.com/events/158510941226646/).

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