Quella era l’ultima sera per aggregarsi alla carovana.

Dopo tre giorni di maratona sotto il sole, mancavano 35 chilometri da Ripalimosani a Frosolone. Sosta venerdì al calare delle ombre in località ‘Quercigliole’ dove tra un piatto di spezzatino e una sventagliata di formaggi della casa, il tempo è volato via come spesso avviene nelle belle serate di primavera inoltrata.

La prima notte di transumanza di Antonia, Annalinda, Nicole e Dominic, è cominciata così, alle porte di Campobasso. Tre bambine e un maschietto che ricorderanno l’edizione 2016 come l’inizio di un lungo viaggio sul tratturo della vita, perché nonostante tutti siano perfettamente in grado di descrivere l’attività agropastorale dei genitori, non avevano mai sperimentato l’emozione del momento più intimo della transumanza: il bivacco.

Dominic, il più piccolo, prova a dormire, si stende vicino al fuoco acceso per tenersi caldi. Poi, zia Carmelina arriva e lo infila nel sacco a pelo.

Lui quasi si oppone perché si sente letteralmente un ‘salsicciotto’. Ma la temperatura non è così mite e tra qualche ora, finalmente, si parte! Truppe in marcia, quindi. All’alba dell’ultimo atto, tra i mandriani spuntano fuori anche i figli dei figli dei figli della transumanza. Tra i sette e i dieci anni, anche loro Colantuono, un ‘marchio’ stampato sulla pelle, che rifulge nella notte dei tempi, il segno della famiglia molisana custode dell’unica transumanza di bovini in forma orizzontale ancora attiva in Italia. Il cuore in tumulto dei piccoli Colantuono scandisce le ultime ore del cammino.  L’odore dei bovini non è lo stesso nel mezzo del viaggio che riporta la mandria alle fresche alture di Frosolone dove stazionerà fino a novembre.

La notte è passata, i campanacci suonano. I quattro mandriani del nuovo millennio attendono con ansia il transito della carovana nel centro storico di Frosolone. Sanno che quello sarà il momento in cui i genitori daranno loro l’ok per mettersi in sella, come dei mandriani veri, per accompagnare l’esercito di bovini pronti a tornare nella ‘casa estiva’ in contrada Acquevive.

Passano a cavallo i piccoli Colantuono, lo sguardo felice e stanco di chi non ha chiuso occhio per tutta la notte. La transumanza dei grandi è entrata d’improvviso nei loro corpi, nei loro sentimenti da plasmare. L’anno prossimo saranno ancora lì, più alti, più forti, con genitori e zii. E in mezzo a loro trecento bovini da custodire per 180 chilometri, dalla Puglia al Molise. La storia continua…

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