Manca esattamente un mese ai festeggiamenti per l’Assunzione di Maria in Cielo,
ricorrenza che coincide, per volontà della Chiesa Cattolica, con il Ferragosto
(antica festa pre-cristiana riconducibile ai Vinalia rustica o i Consualia, quando erano Venere, Giove e Conso ad essere celebrati. Le “vacanze di Augusto” erano un periodo di riposo dopo l’attività agricola e duravano tutto il mese. La giornata più importante era il 13 Agosto. I festeggiamenti avvenivano nel tempio dedicato alla dea Diana sull’Aventino, ed era una delle poche occasioni in cui i romani di ogni classe e censo potevano “mescolarsi” liberamente. Le Feriae erano quindi celebrazione della fertilità e della maternità e come molte altre feste romane, anche questa si presume di derivazione orientale, ispirata al culto di Atagartis, dea della Siria).

Quella che vi racconterò è la festa della Madonna di Materdomini (frazione del comune di Nocera Superiore, in provincia di Salerno)

Così narra la leggenda:mater
Fu nel 1041 che una contadina, prima di riprendere a lavorare, si addormentò tanto profondamente da iniziare a sognare:
<< Questo luogo è Santo ed è al mio nome consacrato, benché da molti anni abbandonato e sepolto>>.
Caramari (da “cara a Maria”) al risveglio si ricordò perfettamente del sogno, ma ne parlò solo col marito che le intimò di tacere e di non farne parola con nessuno.
Due anni dopo il sogno si ripeté, ma stavolta le apparve un uomo che le disse: <<…Quivi  dovrà esservi un gran Tempio di orazione, dedicato a Maria Vergine, la Regina dei Cieli, e dopo che questi popoli avranno trovata la sua Imagine, saran liberi da presenti mali da’ quali vengon travagliati, essendo ciò per decreto di Dio riservato al ritrovamento dell’immagine di S. Maria Materdomini…>>.
Stupita, raccontò a tutti quello che le era successo e il suo zelo fu talmente contagioso che il popolo iniziò a crederle. Partirono le ricerche, purtroppo vane, così pian piano tutti smisero di cercare.
libretto
Dovete sapere che i confini della valle di Nuceria (oggi Nocera) erano dominati da fitti boschi popolati da mostri, fra tutti, quello più spaventoso era un drago con il corpo a forma di cane e denti di cinghiale, orecchie di lupo e ali di pipistrello, dagli occhi spirava veleno e dalle narici fiamme. Un bel giorno, un Uomo, tenuto prigioniero in una fortezza a Rocca (oggi castello di Roccapiemonte), riuscì a fuggire eludendo la sorveglianze e di corsa si diresse verso la temuta boscaglia  per non farsi riacciuffare.
Ebbe appena il tempo di riprender fiato che gli si parò dinanzi l’immonda creatura…

Continua…

P.S.
Quanto scritto in corsivo tra <<…>> è tratto da “Libretto che contiene l’istoria della miracolosa immagine di S. Maria Materdomini”, Napoli 1834

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