Nelle ultime settimane è ritornata d’attualità la protesta degli italiani nei confronti  delle botticelle romane. A Roma, in pieno centro storico, un cavallo è crollato al suolo, probabilmente spaventato a causa di un motorino che gli ha tagliato la strada. Fortunatamente si è rimesso in piedi aiutato dai passanti e dal vetturino. Questo è solo l’ultimo dei tanti incidenti che accadono spesso a causa della tradizione anacronistica e crudele delle botticelle. Botticelle è l’appellativo dialettale romano che indica le carrozze trainate dai cavalli che trasportano i turisti a Roma. In realtà, “botticelle” deve il nome originario alle botti, ovvero alle carrozze trainate dai cavalli nell’800 per trasportare botti: botti di vino o di olio.

Nessuna tradizione di trasporto turistico quindi, come invece si vuole far credere oggi. Ma soltanto una triste attrazione, che si fonda sullo sfruttamento di questi splendidi esemplari.

resizeI calessi, sono trainati da cavalli anziani, costretti a camminare per ore sotto al sole, anche nelle ore più calde. Spesso trasportano il doppio del numero dei turisti consentiti facendo uno sforzo enorme. Camminano in strade affollate, spesso in salita, spaventati dal rumore delle auto, calpestando ciottoli e manti stradali che raggiungono temperature elevatissime. La loro sofferenza è visibile: sbavano per l’afa, dondolano fortemente la testa per liberarsi dal ferro che hanno in bocca, camminano sotto le sferzate del frustino. Fino ad essere poi ricoverati di sera in strutture fatiscenti.

Bisogna fermare questa incivile tradizione ed iniziare a tutelare il benessere di questi animali. Ed è proprio questo lo scopo della raccolta firme creata dalla Brambilla.

Bisogna vietare il servizio di trasporto a trazione animale e riconvertire le licenze dei vetturini in altri sistemi di trasporto.

Sembra che il neo sindaco di Roma, Virginia Raggi, sia favorevole ad abolire queste pratiche che causano sofferenze ingiustificate e che sono in contraddizioni con il progresso sociale.

Noi ce lo auguriamo perché solo cosi si farà una scelta di civiltà.

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