Nel 1967 debutto’, a Broadway, un musical che incarnava perfettamente quegli anni; la voglia di trasgredire alle imposizioni dettate da una società bigotta, la voglia di avvicinarsi in modo totalmente libero alla natura, il predicare amore in contrapposizione alla guerra nel Vietnam.

galt_macdermot-hair_(original_soundtrack_recording)(2)“Hair” divenne cosi un manifesto, un simbolo, una esplosione di ribellione pacifica dalla gioventù hippy che avrebbe fatto il giro del mondo. Nel 1979 il regista Milos Forman lo traspone sul grande schermo amplificandone cosi contenuti e fama.

Il film fu una pura folgorazione per chi apparteneva a quella generazione: chiunque avrebbe barattato la propria vita, comunque standardizzata, con il pensiero di liberta’ e di eccesso presenti nel film ed in seguito nell’immaginario collettivo.

Il musical comprende canzoni e coreografie che hanno cavalcato il tempo e sono tuttora tra le più ascoltate…. con l’immediata reazione di un sorriso nostalgico, di curiosità, del riaffiorare (per chi appartiene a quella generazione) di ricordi sulla propria giovinezza e le proprie piccole o grandi ribellioni.

La musica, “il viaggio” (reale o di tipo lisergico), l’amore senza remore sono tutti temi cari, sperimentati o desiderati dalla gioventù di qualsiasi epoca, senza legacci e condizionamenti di sorta.
Il film e’ definito drammatico, ed in realtà lo e’, ma tutti hanno in mente le scene corali, I balli e le canzoni di gruppo, come in una festa che non può avere fine e si ripropone ogni giorno come il sorgere del sole.
“Let the sunshine shine in”…fa che il sole sorga e lasciati inondare, illuminare…

Fabio Magrì

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