(di Raffaella Maffei) – Marco​ Mangione è un appassionato di natura e sostenibilità, membro di Off Grid Italia, con competenze tecniche di coordinamento di progetti nell’ambito dell’efficienza energetica.​ Tre anni fa, scoprendo il mondo Earthship – una comunità fondata circa 40 anni fa dall’architetto americano Michael Reyonolds – ha raccolto una sfida personale: superare gli ostacoli tecnici e normativi che impediscono la costruzione, in Italia, di abitazioni autosufficienti dal punto di visto idrico, energetico e alimentare. Nella vita dirige una piccola società che si occupa di ridurre i consumi energetici nelle case. “Una missione difficile in un mondo in cui vige lo spreco”, dice.

Cos’è Off Grid Italia?                                     

Il termine anglosassone “off the grid” significa non connesso alle reti elettriche, idriche e fognarie. Ci sono diversi livelli di autosufficienza e dipendono dal grado di autonomia che si riesce a ottenere. Il livello massimo si raggiunge con il 100% della sopravvivenza umana mantenendo comfort, sicurezza e sfruttando ciò che il pianeta terra offre, ricambiando con zero emissioni inquinanti. Off Grid Italia è un’associazione, con lo scopo di studiare l’adeguamento di un modulo abitativo autosufficiente alle norme italiane, e diffondere sul territorio i principi del vivere libero e sostenibile. Il nostro progetto più ambizioso è realizzare un’area sperimentale sul “fai da te”, dove parteciperanno centri di ricerca, scuole, istituti tecnici e attivisti volontari. Un’area per l’indipendenza energetica, idrica, alimentare e il riuso. Colgo l’occasione per invitare tutti i lettori a compilare il questionario Come collaborare, per essere in tanti con competenze distinte, e con tanti buoni motivi per partecipare al cambiamento.

Ci spiega come si traduce nel pratico un tale progetto?

​La nostra associazione vuole diffondere, anche in modo provocatorio, uno stile di vita che si fonda sulla totale autosufficienza. Non siamo costruttori e non vogliamo innescare logiche di business, ma vogliamo mettere in moto un modello culturale virtuoso, fatto di conoscenza e opportunità, soprattutto per le nuove generazioni. Il reimpiego è la chiave di lettura del modulo abitativo Earthship – autocostruito secondo le regole del mutuo aiuto – che usa in modo polifunzionale acqua, terra, sole, vento e materiali di scarto. Senza entrare nel dettaglio delle singoli funzioni (qui un ESEMPIO, ndr) sono ampiamente dimostrate  la durata e la consistenza di queste case, abitate da più di 40 anni in New Messico. Certamente, il fatto di essere scollegati dalle reti significa anche vivere in modo più moderato e consapevole. La manutenzione deve essere regolare – esempio sui filtri per la potabilizzazione dell’acqua – e le abitudini di consumo devono essere ridotte: l’energia non è un rubinetto perdente, come nelle nostre case e l’acqua è vista come una risorsa che arriva dal cielo.

Più volte si è messo alla prova con attività outdoor in autonomia…​

Chi viaggia in condizioni estreme conosce il “fascino del disagio”.  ​Avere a disposizione​ risorse limitate significa imparare a dare valore al poco che hai, ma soprattutto mette in moto quella porzione di cervello che il benessere ​sta ​lentamente ​accantonando. Riconversione e adattamento​ sono gli aspetti di maggiore interesse in queste occasioni di viaggio. La nostra mente deve allenarsi a ​usare il pensiero laterale – tutto ciò che ci circonda può avere più scopi, questo significa risparmiare spazio, tempo, energia – e a mettere in moto pratiche fisiche e mentali per “resistere”​. La resilienza è un effetto dell’applicazione di questi due principi​. Il survivaltrek – organizzato dalla federazione italiana Survival – è un esempio di sfida a cui mi sono sottoposto. Abbiamo trascorso 8 giorni, percorrendo 150 km a piedi lungo un corridoio faunistico nei pressi del monte Kasigau, in Kenya. Risorse a disposizione non molte: acqua limitata, farina, riso e un minimo di attrezzatura nello zaino. Quando torni, la ​vita di tutti i giorni è più​ semplice.

Quali sono i piccoli interventi da realizzare nelle nostre case, per i primi passi verso uno stile di vita bioetico?

Se la risposta è rivolta a persone che vivono in ambiente urbano, in appartamenti o case indipendenti, costruite negli ultimi 50 anni, rispondo​ andando per esclusione. Sono da evitare l’isolamento precario di pareti, soffitti, tetti o sottotetti​ e impianti. Poi, è importante valutare la classe energetica degli apparecchi utilizzati per il riscaldamento e il rendimento, nel rispetto delle norme nazionali.​ Soprattutto bisogna limitare i consumi di acqua ed energia elettrica nelle attività di tutti i giorni: uso quel che serve e non eccedo perché ne ho in gran quantità.

Per ecosport.it si occuperà del blog Scarto Zero, come lo utilizzerà?

L’intento della rubrica è sviluppare e diffondere attività e conoscenze che fanno parte della nostra storia, delle nostre tradizioni, dei nostri riti e del nostro folklore, riadattandoli in chiave moderna. Il concept Earthship è un esempio di questo approccio, un’apripista per tematiche connesse al vivere libero e sostenibile. Nel corso degli ultimi decenni, la priorità è stata data sempre di più alla circolazione di beni e di denaro; il consumismo ha alterato la percezione dei nostri bisogni reali. La mancanza di tempo ci ha resi sempre più pigri e meno propensi a sviluppare le nostre capacità pratiche. Autoproduzione, autocostruzione, autoriparazione, riciclo, riuso scambio: tutti concetti che dovremmo recuperare da un passato a cui guardiamo spesso con nostalgia, ma non siamo capaci di riprodurre. Scarto Zero non si occuperà solo di Off Grid, dei modi per ridurre i rifiuti ma anche del “saper fare”.

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