Continuo…

Il vecchio chiamò i due figli e promise, a chi dei due avesse trovato la penna, tutti i suoi averi. I due ragazzi non avevano la stessa indole. Il maggiore era malvagio, avido e scioperato; il minore mite, generoso, lavoratore. Partirono con la benedizione dei genitori alla ricerca del mitico uccello, girarono separatamente tutto il mondo, trovandosi, infine, nello stesso luogo. Giunto presso un bosco il fratello buono, stanco e avvilito, si addormentò. Non passò molto tempo e quello che stava cercando da tempo lo svegliò di soprassalto. Si spaventò molto inizialmente, poi, rassicuratosi, intraprese con lui un significativo dialogo.
L'aucielloLa fiera in realtà non era altro che una fata e, compreso che era di buon cuore, si lasciò strappare la piuma. Il maggiore vide la scena nascosto dietro un albero e non appena l’altro si addormentò, cercò di derubarlo. Il giovane, svegliatosi, tentò di difendersi, ma quando comprese che era il fratello lo accolse con gioia, invitandolo a tornare insieme a casa dividere i beni paterni, da buoni cristiani, pensando innanzitutto a guarire il vecchio genitore. Bramoso ed egoista l’altro non volle saperne nulla, fece per strappargli la piuma e incontrando la resistenza del buon giovane, lo uccise; seppellì poi il cadavere in un fosso e tornò a casa. Il vecchio guarì mantenendo la promessa. Passarono gli anni, ma l’anziano genitore non riuscì mai a rassegnarsi alla perdita dell’altro figliolo, continuava ad aspettarlo rifiutandosi di pensare che potesse essere davvero morto.

Accadde che un giorno un pastore, mentre portava a pascolo il suo gregge, trovò un osso.
Era un’ antica consuetudine quella di fare flauti con lo stinco di capra, così se ne costruì uno e cominciò a suonare.

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