Agli inizi degli anni ’70, sulla scia dei grandi raduni e dei festival oltreoceano, anche in Italia, e precisamente a Napoli, fu creato un evento della durata di tre giorni: il “Be In”. Vedere nel nostro paese le stesse atmosfere della cultura hippy, che aveva stravolto il modo di pensare della gioventu’ a livello mondiale, aveva spiazzato un po’ tutti, ma dimostro’ la valenza di un “way of life” che non conosceva barriere, limiti e frontiere.

Quelli erano anni in cui il rock, il progressive e la musica alternativa erano in primo piano in Italia e Napoli era una delle culle di questo movimento; artisti del calibro di Osanna (che organizzarono l’evento), Balletto di Bronzo, Tony Esposito, Cervello, Teresa de Sio e tanti altri si abbinavano ad altri nomi attivi sulla scena nazionale (PFM, Banco del Mutuo Soccorso, Orme, etc.).Be in

Dal 19 al 21 giugno del 1973 quindi nella zona dei Camaldoli a Napoli ci fu quella che fu definita la “Woodstock napoletana”; trentasei ore di musica con gruppi, solisti e jam sessions che riunirono artisti non solo italiani ma anche provenienti da oltremanica. Circa 60000 assistettero a quella manifestazione trasformandosi da spettatori a protagonisti e viceversa. Una festa, emozionante e coinvolgente, ebbe dei picchi quando sul palco si esibirono, improvvisando, Elio D’Anna (sax e flauto egli Osanna), con la violinista Tony Marcus, con Franco Battiato e tanti altri.

Ascoltare il new jazz del Perigeo, il sound estremamente innovativo degli Osanna, gli Atomic Rooster, Il Cervello, Franco Battiato, Peter Hamill dei Van Der Graaf Generator, Garybaldi, Rovescio della medaglia e tanti ospiti presenti come guest stars nei brani creo’ un coinvolgimento totale.

A quel tempo il sound degli Osanna (peraltro ancora attivi grazie a Lino Vairetti con un album di recente uscita: “Palepolitana”) era quanto di più innovativo ci fosse; univano il rock alle atmosfere jazzate, il progressive alle armonie tipiche della tradizione musicale partenopea creando un melting pot riuscitissimo, coinvolgente e, in certi casi, piacevolmente spiazzante.

In più a decretare la riuscita dell’evento lo splendido comportamento della gente sul prato del Villaggio Kennedy, dove la manifestazione ebbe vita.

Napoli e’ di certo la citta’ piu’ “californiana” d’Italia, e quello spirito e quella atmosfera sono stati fondamentali.
Degli Osanna ascoltiamo un brano tratto dalla colonna sonora del film Milano calibro ) del 1972: “There will be time”.

Fabio Magri’

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