Una lavatrice può costare centinaia o anche migliaia di euro, a seconda della tipologia e dei servizi aggiuntivi che offre.
I costi di un lavaggio in lavatrice includono oltre a quello dell’acqua anche quello dell’energia usata per riscaldarla (pare che si tratti addirittura del 90% dell’energia usata).
E allora… cosa ne pensate di una lavatrice a pedali? Sarebbe sicuramente una scelta un po’ naif, per qualcuno. Folle, forse, per chi ha una famiglia numerosa e considera la lavatrice “elettrica” un elettrodomestico indispensabile e utilissimo, soprattutto per il tempo che permette di risparmiare. Però è una idea simpatica e noi ve la proponiamo.
Non ci crederete ma in questi anni molti sono stati i progetti per la realizzazione di lavatrici a pedali, a basso costo.  Gli obiettivi sono diversi: dalla riduzione dei consumi energetici e idrici (e rispettivi costi), alla necessità di rendere accessibili  alcuni elettrodomestici della modernità (se pur in forma rudimentale) a chi vive in paesi in via di sviluppo.

Già nel 2007 un signore del Michigan, Dave Askins (alias “Homeless Dave”), aveva sviluppato l’idea di una bicicletta lavapanni, utilizzando i pezzi di ricambio di una vecchia lavatrice. Sul suo blog, oramai non disponibile, erano presenti tutte le linee guida per la realizzazione del prototipo.
washing machineUn altro progetto interessante, sviluppato dagli studenti di ingegneria del MIT (Massachusetts Institute of Technology), è quello della Bicilavadora. Si tratta di una bicicletta che utilizza botti vuote oltre che componenti ciclistici di recupero [Leggi anche: Bicilavadora. The Pedal-Powered Washing Macine Ideas 2005 Proposal].
La partnership del gruppo con una associazione non governativa guatemalteca ha permesso alla bicilavadora di essere testata e migliorata dai membri di una comunità.
Sembrerà un argomento di poco conto, ma in alcuni paesi del mondo, lavare la biancheria richiede tantissime ore di lavoro e molta energia fisica. Soprattutto nelle zone povere rurali, le comuni lavatrici comporterebbero alla comunità un costo (di acqua ed energia) insostenibile.
La “bicilavadora” è invece a basso costo; inoltre la bicicletta è progettata con materiali facilmente reperibili, affinchè possa essere riparata all’interno della comunità senza bisogno di importare “pezzi di ricambio”.
Dopo aver caricato la “macchina”, il lavaggio richiede tre cicli, di cui due di risciacquo. L’operatore pedala per circa 25 minuti e successivamente scarica l’acqua. A ogni risciacquo, l’operatore versa acqua pulita nella macchina per 10 minuti. Dopo l’ultimo risciacquo,  ritira i vestiti e mette da parte l’acqua leggermente saponata per il successivo ciclo di lavaggio.
Sia donne giovani che donne più adulte sono in grado di generare energia sufficiente per i cicli di lavaggio (si stimano 50-75 watt).

bwmIn questi anni l’interesse per questo tipo di prodotto è di gran lunga aumentato e all’idea iniziale sono state aggiunte nuove caratteristiche e funzionalità.
Un prodotto, ancora in fase di prototipazione, è la BWM (Bike Washing Machine), frutto dell’ingegno di un gruppo di studenti cinesi della Dalian Nationalities University.

E’ la versione ultramoderna della bicilavadora: la BWM, infatti, è anche dotata di una batteria che viene ricaricata durante la pedalata. L’energia accumulata può essere così utilizzata anche in un secondo momento.
Altro prodotto simile è Drumi (lavatrice a pedali, trasportabile), ideata dalla casa canadese Yirego.  Questa lavatrice portatile è grande 22 pollici e lava fino a 7 capi di abbigliamento senza il minimo dispendio di energia. Adatta soprattutto per gli spostamenti in camper o campeggio. Verrà venduta a partire dalla fine del 2016, alla modica cifra di 200 dollari.

Il prezzo per essere eco-sostenibili?

 

[Homless Dave/Dave Askins: come lavare i vestiti con una bicicletta]

Alexia Mangione

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