hippie-2Parlare di Stonehenge equivale a sollevare un velo su miti, leggende, esoterismo…e chi più ne ha più ne metta.
Il suo nome si e’ sempre accompagnato a storie di mitologia celtica, al racconto di riti sacerdotali da parte dei druidi, a narrazioni a meta’ strada tra la realtà ed il fantasy.

E forse proprio per questo, sulla scia dei grandi raduni hippy, fu scelta questa location per una serie di raduni che si tennero tra il 1972 ed il 1984; la suggestione era indiscutibile e vedere aggirarsi tra le famose rovine e testimonianze capelli lunghi e tuniche era un po’ come tornare ai suoi tempi ancestrali. Non a caso la scelta del mese (giugno) e la sua conclusione ( il solstizio, il 21 del mese) hanno contribuito a rendere questa serie di raduni irripetibili.

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StonehengeStonehenge festival univa una folta schiera di musicisti a promulgatori di culture alternative: dalla tibetano/ ucraina a quella new age, dal convoglio della pace alla riproposizione di argomenti cari alla storia dei nativi americani.
Durante i raduni il tutto era accompagnato, come spesso avveniva, dall’utilizzo di svariati tipi di droghe che amplificavano le atmosfere, i discorsi, i suoni e le varie percezioni. E poi la musica: quasi sempre rock, piu’ o meno duro, con escursioni nell’ heavy metal o in ballad etniche tipiche delle popolazioni di cui si raccontavano storia e storie, chitarre cantautorali e spruzzi di rock-jazz, folk (comprese cornamuse e flauti tipici della musica di stampo gaelico).

Dare un assaggio di tutto ciò, del variegato mondo la cui aria si respirava a Stonehenge e’ una impresa non facile…ma ci proveremo…
Provate a chiudere gli occhi, come spesso suggeriamo, e ad immergervi in un mondo dove le pietre di Stonehenge, I suoi druidi, la sua musica, I suoi paesaggi, la sua cultura hippy, possano avvolgergervi. Come sempre…buon ascolto…

Fabio Magrì

 

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