Erano anni caldi, anzi caldissimi; le estati della seconda meta’ degli anni ’60, come abbiamo visto, furono caratterizzate da eventi, manifestazioni, raduni, che amplificarono a dismisura le ideologie, le pulsioni e il “way of life” del movimento hippy. Abbiamo raccontato del primo festival  lo Human Be In e di quello piu’ famoso Woodstock ma, nel giugno del 1967, dal 16 al 18 del mese, sempre in California, si tenne il fastival di Monterey. Il posto era una riserva naturale e fu perfetto per tutta la serie di particolarita’ che lo contraddistinsero. In primo luogo gli esordi: prima esibizione live di Jimi Hendrix ( con relativo e sconvolgente rogo della chitarra), esordio di Janis Joplin sia pure all’ interno di un gruppo. Il festival fu voluto da editori discografici e musicisti ( per esempio Paul Simon) ed accoglieva all’interno dell’organizzazione artisti del calibro di Paul Mc Cartney e Mick Jagger.

Erano gli anni denominati “Summer of love” in cui si predicavano la pace ( erano gli anni della odiata guerra in Vietnam), l’amore, la liberta’ da poteri coercitivi, e si incominciava a parlare di discipline per lo spirito provenienti da paesi lontani ed esotici; la moda e la scoperta delle discipline Yoga e di tutto cio’ ad esse legato. A dimostrazione di cio’ al festival fu invitato a suonare ( unico artista pagato, e ben 3000 dollari) colui che era considerato il miglior sitarista del mondo e una specie di “Guru” musicale: Ravi Shankar, che si armonizzo’ con la natura per un intero pomeriggio. Tutti gli altri musicisti ed artisti si esibirono senza ricevere compenso e, per questo, il costo del biglietto d’ ingresso era, simbolicamente, di un solo dollaro.

Una ulteriore notazione particolare: uno degli esordi piu’ malinconici fu quello di uno dei padri della ” musica nera”: Otis Redding, che si esibi’ con I Booker T & MG’s, e che sarebbe prematuramente scomparso pochi mesi dopo.
Questa esibizione si sommo’ a quelle di Grateful Dead, Who, Steve Miller Band, Mamas & Papas e tanti, tantissimi altri.
L’ importanza e l’influenza del movimento Hippy di quegli anni si puo’ cogliere nel fatto che ancora oggi, a quasi 50 anni da quegli avvenimenti, ci siano eventi, discorsi, e rivalutazioni sia delle mode, ma soprattutto dei contenuti presenti nel movimento stesso.

Fabio Magrì

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