All’inizio del 2015 un terremoto di notevole forza ha sbriciolato migliaia di case in argilla, in Nepal. A seguito del sisma si è messa in dubbio la resistenza di questo materiale nella costruzione di case in paesi soggetti a terremoti. Nonostante le costruzioni definite in “terra cruda” (argilla, sabbia, paglia e acqua) abbiano una lunga tradizione, esiste sempre il pregiudizio che si tratti di costruzioni fragili, che non resistano al tempo e ai movimenti della terra. In realtà molti edifici antichissimi realizzati con questo materiale sono ancora in piedi. In Asia, lunghi tratti della Grande Muraglia cinese, iniziata nel III secolo a.C., sono in terra cruda; e così anche in Africa settentrionale, le mura delle piú belle città imperiali del Marocco del XII secolo.

In Italia la costruzione di case in terra cruda era diffusa soprattutto in Abruzzo e Marche negli anni Settanta (con la tecnica del massone). In Piemonte veniva utilizzata la tecnica dell’impasto totale detto pisé ( o terra battuta). E molte di queste case, a dire il vero, sono rimaste in piedi nel tempo e nonostante i sismi. E’ oramai chiaro che molto spesso il problema sia di tipo strutturale e progettuale.

Gernot Minke

Gernot Minke, architetto e professore in pensione della Kassel University, in Germania, dal ’74 sviluppa progetti di ricerca e sviluppo nel campo dell’edilizia ecologica a basso costo (con l’uso proprio dell’argilla). Possiamo definirlo un esperto internazionale nella costruzione di case in argilla e spiega come spesso queste case resistono a terremoti anche meglio di quelle costruite in cemento. Minke ha progettato numerosi edifici privati e pubblici, ognuno di loro ha la terra come materiale da costruzione predominante ed è autore di oltre 300 articoli in materia. Il suo testo “Building with earth” è stato pubblicato in 8 lingue.
terracruda_yemenSecondo Minke i terreni argillosi sono tutti diversi uno dell’altro ed è possibile fare alcuni test sul campo per verificare la loro qualità. Devono avere una buona percentuale di argilla ma anche di sabbia e ghiaia al fine di fornire stabilità. Se il terreno contiene troppa argilla e limo (sabbia finissima), il suolo subirà molte crepe dopo l’essiccazione.
La forma della pianta di una casa ha una certa influenza sulla sua stabilità contro terremoti: la forma ideale è quella rotonda; la forma quadrata è migliore di quella rettangolare. La peggiore in assoluto è la forma ad L. Se la forma rettangolare è molto allungata dovrebbe essere divisa in due parti, con una piccola interconnessione (corridoio).

Il decalogo di Gernot Minke

Possiamo riassumere in 10 punti i consigli che Minke ha dato in merito alla costruzione di case in argilla affinchè siano resistenti ai movimenti sismici:

  1. La casa non deve stare su un pendio, né essere integrato in un pendio:
  2. La casa non dovrebbe avere un piano a forma di L e avere una forma troppo allungata (la forma ideale è quella tonda, ma anche quadrata è un buon compromesso);
  3. La casa deve avere una trave ad anello ben collegato con le pareti e il tetto;
  4. Le finestre devono essere in verticale anziché in orizzontale;
  5. Lo spessore dei mattoni, mattoni o muri di terra battuta, deve essere di almeno 1/8 della sua altezza;
  6. Il tetto deve essere leggero e ben fissato alla trave ad anello;
  7. I segmenti di muro tra aperture e tra l’apertura e l’angolo deve essere di almeno 1 m di larghezza e più di 1/3 della sua altezza;
  8. Le aperture di finestre e porte dovrebbero essere non più di 1 m di larghezza;
  9. I giunti di malta tra i mattoni non dovrebbero essere più spessi di ½ pollice;
  10. Dovrebbero esserci 2 porte, ciascuna sul lato opposto delle camere e apertura verso l’esterno.

Vantaggi della Bioedilizia

Le costruzioni in terra cruda sono tornate in auge e prese seriamente in considerazione dalla Bioedilizia per vari motivi:

  • i muri in terra cruda sono buoni accumulatori di calore e ottimi fono isolanti;
  • la terra argillosa è facilmente reperibile e il materiale è piuttosto economico;
  • la lavorazione in terra cruda non comporta rischi per la salute;
  • lo smaltimento, dopo la demolizione, è anch’esso ecosostenibile (il materiale può essere restituito alla natura).

Auspichiamo quindi che queste tecniche e l’uso di questi materiali venga sperimentato e testato sempre più spesso perchè le sue caratteristiche ci sembrano molto interessanti.

Alexia Mangione

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