Surviving Day, tre giorni e due notti in autonomia sulle pendici del Vesuvio.

Surviving DayChe bei tempi, 11 anni di gare meravigliose. Non so a quante gare di sopravvivenza ho partecipato ma so che ogni volta ne sono uscito arricchito. A questi eventi si partecipa in team e non tutti i componenti sono preparati alla stessa maniera, c’è chi conosce le tecniche di sopravvivenza, chi si sa orientare, chi ha una ottima preparazione fisica e, come da regolamento della gara, c’è chi non ha alcun tipo di preparazione. L’individualismo non conta nulla, è lo spirito di squadra che eventualmente ti fa vincere la gara.

Il bello di queste competizioni, organizzate dalla Federazione Italiana Survival Sportivo e Sperimentale è che vinci comunque, anche se non arrivi primo. Come da premessa questo tipo di esperienza ti arricchisce, c’è sempre qualcosa da imparare, c’è sempre qualcuno che ha qualcosa da insegnarti ed infine c’è lei, la natura, il territorio ospitante da rispettare e salvaguardare, il luogo dove vivere intensamente l’avventura.

481590_10151386250281514_601050944_nMa torniamo al Surviving Day. Al punto di raduno trovavi gente arrivata da tutta l’Italia, di ogni ceto e di tutte le età, dai minorenni ai settantenni. Lo staff ti spiegava la gara e si partiva subito con la prima prova: l’assemblaggio dello zaino. Era una prova libera, potevi metterci dentro qualsiasi cosa, te ne fregavi dell’attrezzatura e lo riempivi di roba da mangiare, oppure l’esatto contrario. Poi si partiva per la prova notturna di orientamento che ti portava sino alla cima del vulcano più famoso del mondo. Prima del “riposo” dovevi calarti con le funi sin dentro il cratere. Più di una volta c’era la luna piena, uno spettacolo indescrivibile.

68141_10151383156026514_279173898_nDi questo passaggio ricordo due episodi, all’improvviso arrivarono due ex Ministri, Alemanno e Pecoraro Scanio, uno di destra e l’altro di sinistra, in allegria di sfidarono nella prova della discesa in corda nel cratere. L’altro episodio vedeva come protagonisti alcuni ragazzi provenienti dalle case famiglia della zona vesuviana, ragazzi “difficili”. L’organizzazione non avendo nessuna conoscenza in materia non voleva ospitarli ma alla fine accettò e divise i ragazzi tra tutti i team iscritti senza fare differenze neanche nell’approccio, in pratica non considerò il loro disagio sociale. Fu un successo.

548744_10151386251741514_371482812_n428824_10151386255471514_1902787793_nI ragazzi scesero nel cratere senza difficoltà e portarono a termine tutte le prove, uno di loro alla fine dell’evento disse “mi sono addormento bruco e mi sono svegliato farfalla”. Incredibile. La RAI ci dedicò un ottimo servizio La Tribù del Vesuvio 

Le altre prove: costruzione di un riparo con materiali poveri, passaggi in corda, ricerca dei dispersi in zona montana, segnali, prove di tiro e costruzione antichi utensili, prove fisiche individuali e in team, elementi di primo soccorso, accensione del fuoco senza fiammiferi, didattica ambientale ed infine elementi sulla strategia “verso Rifiuti Zero” e smaltimento dei rifiuti. Anche quest’ultima una prova a punti. Conoscete un evento più educativo di questo? Io no. A quando il prossimo Suviving Day?

Da fonte sicura ho saputo che un istruttore della FISSS curerà un blog sul settore. Benissimo. Per tanto non aggiungo altro.

Segnalazioni 

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