Dal 9 al 12 settembre il Comune di Bagnacavallo, provincia di Ravenna, in collaborazione con l’Associazione Culturale Erbe Palustri, organizza la 32° edizione della Sagra delle Erbe Palustri, un viaggio rievocativo nella cultura contadina per far rivivere i mestieri perduti e le abitudini dimenticate.

L’antico mestiere dell’intreccio delle piante palustri, via di mezzo tra le piante terrestri e le piante acquatiche, a Bagnocavallo non è andato perduto grazie ad un “sogno” realizzato da alcuni amici interessati a recuperare l’arte artigiana che per un lungo tempo caratterizzò  l’economia della loro Terra.

Sagra-delle-erbe-palustri--il-menù-di-venerdì-9404Dopo una prima fase di indagine conoscitiva il piccolo Gruppo Culturale inizia a recuperare le attrezzature originali, fasci d’erba, manufatti ed avanzi di magazzino allo scopo di creare una piccola esposizione, individua gli artigiani ancora in grado di realizzare manufatti e ricette gastronomiche con le erbe palustri e, per promuove le tradizioni autentiche della Bassa Romagna che un tempo costituivano una delle principali risorse economiche della piccola comunità villanovese, si da vita alla prima edizione della Sagra Civiltà delle Erbe Palustri suscitando una grandissima emozione in tutto il paese.

“Inizia così la storia di un ecomuseo vero e non auto referenziale; un progetto partecipato e realizzato dalla gente, dalla popolazione villanovese, la sola ad avere la capacità di diffondere  le competenze tecniche inalterate della lavorazione delle erbe spontanee di valle.”

nasseIl programma della Sagra delle Erbe Palustri rievoca anche mestieri della tradizione rurale e domestica ormai scomparsi, propone scambi culturali con intrecciatori provenienti da altre regioni italiane e dall’estero, visite al museo delle Erbe Palustri e all’Etnoparco “Villanova delle capanne”, mercatino del riuso, attività sportive per tutti da praticare lungo l’argine del fiume e le vie campestri, spettacoli in dialetto e balli folkloristici e giochi antichi come il torneo di zachègn, lancio del mattone che un tempo impegnava i contadini di sponde di fiume opposte.

Anche la gastronomia fa la sua parte con piatti della tradizione e prodotti di filiera corta: strichetti con ragù, piselli e guanciale, stufato di pecora con patate, formaggi con fichi giulebbati e marmellata di cocomera, polpette con ortiche, dolci e pane cotti nel forno a legna, vino in abbondanza.

Per informazioni contattate gli organizzatori dell’Associazione Culturale Erbe Palustri 

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Erbe Palustri

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