Fenomeno apparentemente immotivato, agli albori della civiltà, il terremoto è stato spesso percepito come un castigo divino. L’esigenza di incolpare qualcuno ha fatto nascere, nell’area del mediterraneo ad esempio, tante storie, leggende e Credenze Popolari:

Il capriccioso e irascibile Poseidone con il suo tridente scuoteva i monti e le valli del Peloponneso terrorizzando perfino il Signore dell’Ade che temeva la sua furia potesse aprire la terra fino al suo regno.

In Sicilia narrano la storia di Colapesce rimasto sul fondo del mare a sostenere, con tutte le sue forze, una delle tre colonne, consumata dal fuoco dell’Etna, per impedire che l’isola sprofondi.

Percorrendo le vie dell’Oriente quante ancora ne troviamo:

NamazuCredenze PopolariIn India, ai bambini, raccontano che la terra è retta da quattro elefanti che stanno in equilibrio sul guscio di una tartaruga appoggiata al corpo di un serpente, quando perdono l’equilibrio, la terra trema.

In Giappone si narra che Namazu, un enorme pesce gatto, viva sotto l’arcipelago e venga tenuto fermo dal dio Kashima. Se abbassasse la guardia, Namazu si agiterebbe provocando un terremoto.

Ad Assam si dice che dentro la terra vivono degli omini pronti a scuotere il suolo per controllare se c’è ancora gente che vive in superficie. I bambini, sentendo la terra tremare, dovranno gridare, per rassicurarli e farli fermare: “Ci siamo, ci siamo!“. Simile una storia peruviana: quando il loro Dio visitava la Terra per contare gli uomini presenti, i suoi passi facevano tremare il suolo. Per abbreviarne il compito, la gente usciva di corsa dalle case gridando “sono qui, sono qui!” .

Queste ultime storie, che non parlano di punizioni e tormenti, mi fanno venir voglia di raccontarci il perché di questo catastrofico sisma che ha colpito, principalmente, i nostri amici Marchigiani: Si narra che sotto quelle terre vivesse un dio particolarmente goliardico, amante del vino, del buon cibo e della musica. Proprio non ce la fece più a resistere alla tentazione di invitare tutti da lui a far festa, così un giorno si fece coraggio e aprì agli abitanti di quei paesi varchi e strade per arrivare laggiù. Felici e contenti, decisero di restare con lui, lasciando però precise istruzioni a chi restò in superficie: “Non smettete di ballare il salterello, sentendo il vostro battito dei piedi sapremo che anche lassù state bene e vi sentiremo vicini!”.

Mi stringo a voi.

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