I contrabbandieri di Balme, un paese delle Alpi Graie del Piemonte in cui ancora oggi l’inverno dura otto mesi, la neve giunge spesso a oscurare le finestre, i cereali non arrivano a maturazione e persino il foraggio per gli animali e’ strappato con grandi fatiche alle pareti di roccia che incombono sul villaggio, sono forse l’esempio più famoso di riadattamento di una “professione”. La piccola comunità, meno di cento abitanti, vive da secoli in relativo isolamento al confine tra Piemonte (nella val d’Ala) e l’alta Savoia. In passato, quando le miniere di ferro si esaurirono, gli abitanti di Balme ebbero come unica risorsa il contrabbando, preferendo ancora oggi definirlo commercio transalpino.
Gli “Spalloni” come venivano chiamati, abituati ad attraversare in spalloniestate e in inverno valichi glaciali a oltre tremila metri di quota recando sulle spalle pesanti carichi di riso e di sale, di caffè e di tabacco, furono tra i primi a trasformarsi in apprezzate guide alpine quando iniziò la grande stagione dell’alpinismo, nella seconda metà dell’Ottocento. Per circa un secolo le guide di Balme accompagnarono gli alpinisti torinesi nell’esplorazione delle Alpi Occidentali. Oggi il paese mantiene il suo fascino per coloro che ricercano in montagna un ambiente naturale intatto e una cultura alpina ancora viva e spontanea, tuttora leggibile nella lingua francoprovenzale, nella musica, nella danza, nei costumi tradizionali.

Agli spalloni di altre zone del Piemonte che valicavano verso il mare sulle cosiddette “vie del sale” si deve molto probabilmente l’invenzione della bagna cauda, la tradizionale salsa piemontese fatta di acciughe, aglio e quell’olio introvabile in Piemonte se noncontrabbandieri-comaschi ricavato da castagne o ghiande (abbastanza immangiabile). Nel comasco poi, per più di cento anni i contrabbandieri fecero la spola con la Svizzera del canton Ticino per via della quasi assenza di accise sulle merci;  la memoria ne è ancora intatta al punto che ci sono dei sentieri battezzati vie del contrabbando sulle quali si organizzano delle celebrazioni con tanto di fardelli originali. Lo so ho interrotto i “racconti africani”, ma mi sembrava giusto aggiungere un capitolo alla saga degli articoli sui contrabbandieri apparsi nella community.

A presto

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