Da pochi giorni hanno compiuto i loro primi 40 anni…ma non credo abbiano intenzione di fermarsi…
Era il 1976 quando, in un liceo di Dublino, Paul David Hewson (Bono), David Howell Evans ( The Edge), Adam Clayton e Larry Mullen jr decisero di creare una band che avrebbe venduto più di 170 milioni di dischi e avrebbe detenuto il record di Grammy Awards per un gruppo, ben 22.

Ma ciò che ha caratterizzato il gruppo nel corso degli anni e’ stato il continuo mettere l’accento su problematiche legate a razzismo, uguaglianza e beneficenza. Basti pensare la brano, tratto dall’album “Pride”, “In the name of love” che, scritto da Bono è dedicato alla figura di Martin Luther King, o al brano “Do they know it’s Christmas” inserito nel progetto Band Aid a favore delle popolazioni meno abbienti dell’Etiopia.

Inoltre nel 1984 la band partecipa al concerto Live Aid che raggruppa tutti i più importanti artisti mondiali su due palchi, a Londra e a Philadelphia. Tutti i proventi di questa colossale operazione sono devoluti al progetto Band Aid.
Ma il gruppo non si ferma qui: partecipa all’iniziativa denominata “Sun City” per sensibilizzare il mondo contro l’apartheid in Sudafrica.

A questi si aggiungono partecipazioni e coinvolgimenti in concerti per solidalizzare con i giovani irlandesi disoccupati (il “Self Aid”), e il “Cospiracy Of Hope Tour” con Sting, Joan Baez, Peter Gabriel, Jackson Browne, e altri, per sostenere “Amnesty International”.

Gli anni ’90 vedono ancora gli U2 proporsi per unire la loro musica ad eventi epocali o a sensibilizzare l’opinione pubblica: e’ il caso della registrazione del loro album avvenuta a Berlino dopo la caduta del muro, e la cover del brano di Cole Porter “Night and Day” da inserire nella compilation “Red, Hot and Blue” per la lotta contro l’Aids.
Partecipano, dopo alcuni anni alterni, al “Tibetan Freedom Concert” per sostenere l’indipendenza del Tibet dalla Cina.

A questo si aggiunga l’impegno personale di Bono nel movimento Jubilee 2000 che opera per far azzerare I debiti dei paesi del terzo mondo. Gli U2 sono inoltre il primo gruppo a salire su un palco a New York dopo I fatti dell’ 11 settembre. Raccolta fondi dopo l’alluvione di New Orleans, ancora impegno contro l’Aids in Africa, solidarietà con I giovani irlandesi disoccupati, tutto ciò e’ il segno si come si possano coniugare musica, riflettori, impegno, solidarietà. A questo punto vado in difficoltà…che brano proporvi degli U2????

Vista la passione per il cinema e per le collaborazioni da parte della band vi propongo un brano molto suggestivo che vede la collaborazione tra Bono ed il compositore Craig Armstrong: Stay (farewell so close).

Fabio Magrì

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