La paura del terremoto è qualcosa di antico, atavico, che torna alla mente quando Madre Terra ci ricorda che anche lei si muove e si stiracchia.

A meno che non siate specialisti o geologi, il terremoto rimane pur sempre qualcosa di misterioso, una vibrazione improvvisa che spieghiamo con difficoltà. In situazioni come il terremoto di Amatrice i mass media sembra ci diano quella sicurezza nell’imparare a conoscere il fenomeno. Ma tra qualche mese ci dimenticheremo molto di quanto appreso.

Mappa di pericolosità sismica, paura del terremoto

Vivendo a Leonessa, a pochi chilometri da Amatrice, posso semplicemente riportarvi l’esperienza umana che si vive in questo periodo: soccorritori professionisti o improvvisati si sono affannati sin dalle prime ore per cercare di salvare più vite possibile. E poi tutta la macchina organizzativa che lavora a ritmo martellante. Nel frattempo i Ricercatori raccolgono una montagna di informazioni che serviranno ad interpretare meglio il futuro dell’evoluzione della crosta terrestre. E per le persone comuni rimane tanta preoccupazione. Quello che accomuna tutti è lo sguardo di umanità e comprensione che trapela su ogni viso. Eh si, la paura del terremoto ci accomuna tutti.

Come ci può venire incontro la vita nei boschi? Il contatto con la Natura, gli animali, le piante, ci fanno comprendere quanto intimamente siamo legati a questo bellissimo pianeta. Nella quotidianità spesso ci si dimentica che è la Natura a sostenerci ed a sostentarci. Giacomo Leopardi parlava di Natura “matrigna”, che non porta altro che patimento. Era uno tra gli uomini più eruditi ma per il suo stile di vita non aveva più il dono del contatto con la Madre Terra. La stessa Madre Terra che invece San Francesco, vivendo a stretto contatto con essa, chiama Sorella e le riconosce i benefici, la guida ed il sostentamento. Un mio grande maestro una volta mi disse “ciò con cui non si parla, si teme”. Il contatto con la Natura ci riporta alla realtà e ridimensiona molto quel ruolo di superiorità che a volte ci attribuiamo su questo pianeta. Costruire un riparo con la proprie mani e con esso riuscire a dormire al caldo anche sotto un temporale ti fa profondamente apprezzare la fatica del tuo lavoro ma nello stesso tempo la preziosità di quel fogliame e quei rami secchi che passando su un sentiero neanche notiamo.

Nella pratica della sopravvivenza nei boschi un riparo va fatto nel modo opportuno, adeguato alla situazione in cui si vive. Ad esempio un campo tendato non si mette nell’alveo di un fiume in magra o sotto alberi pericolanti. Una struttura leggera o debole può volar via se ci sarà forte vento o crollare se gli diamo inavvertitamente un colpo ad un montante. Conoscere e ragionare sui fenomeni naturali ci guida verso la direzione giusta. Che sia una casa “civile” o un riparo nel bosco la Natura ha le sue regole e siamo noi a doverci adeguare con una struttura idonea.

Dormire nei boschi per allontanare la paura del terremoto

Il terremoto è un fenomeno naturale, per certi versi anche molto interessante. Purtroppo la sua violenza porta spesso a distruzione, ma a volte è una distruzione annunciata. Per alcuni il terremoto non è più pericoloso di un temporale, per altri significa la fine. Non bisogna avere paura del terremoto. E’ un fenomeno che c’è stato e ci accompagnerà per tutta la durata dell’Uomo sulla Terra. Ormai lo sappiamo benissimo: sta a noi scegliere come, dove e sotto quale tetto vivere.

Le vostre segnalazioni sono gradite.

Marco

Foto articoli Ecosport Marco Priori

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