Ospitiamo con piace questo articolo redatto da Maurizio Parmiciano Vice Presidente Vivara Onlus. Amici della Piccole Isole.

Napoli è l’unica grande città italiana i cui abitanti hanno l’opportunità di trascorrere una giornata su un’isola, partendo al mattino e tornando la sera, e con una triplice scelta: Capri, Ischia e Procida. Tre isole completamente diverse tra loro e talmente eterogenee da permetterne ogni volta la scoperta di qualcosa di diverso. Capri con la sua roccia dolomitica, i panorama mozzafiato, le stradine e…il risvolto mondano – Ischia tufacea, vulcanica e termale con il monte Epomeo alto 750 metri, infine Procida con un borgo unico e bellissimo e l’atmosfera di villaggio di pescatori.

Una giornata trascorsa in uno di questi luoghi lascia nel visitatore che vi si reca non per fare il bagno, quindi nei mesi non estivi, una serenità tale da influenzare positivamente tutto il resto della settimana. Complici il vento, il mare, i colori e i profumi delle stagioni e non ultimo il dondolio della nave, un vero e proprio cullare, che contribuisce alla distensione nervosa.

Ma nel golfo di Napoli ci sono altre isole un po’ meno conosciute, alcune sono congiunte al continente, altre sono di difficile accesso perché private; viene in mente subito Nisida, nei pressi di Bagnoli che è di origine vulcanica e su di essa vi è un carcere minorile che ne impedisce la fruizione pubblica.

rovigliano-1-fronte.puntapennata_big.Vivara Onlus.isolotto-di-san-martino.getmedia

Unita a Procida da un ponte lungo circa 100 metri e costruito nel 1957 c’è Vivara, privata, disabitata e non urbanizzata attualmente Riserva naturale dello Stato ma ancora interdetta alle visite.

A Ischia Ponte una strada costruita sul mare nel 1438 da Alfonso d’Aragona congiunge l’isola ad un isolotto sul quale vi è uno splendido castello edificato dagli aragonesi sui resti di un’antica fortezza bizantina del V secolo. Il castello è aperto al pubblico e si visita tutto l’anno.

Tra Procida e il Monte di Procida c’è l’isolotto di San Martino divenuto isola per erosione marina nel XV sec. e a cui si accede attraverso uno spettacolare tunnel lungo tre Km.

Sempre in zona flegrea, stretta e lunga proprio come una penna, si presenta, nelle acque di Miseno, Punta Pennata la più giovane delle isole molto vicino alla costa in quanto originariamente era un promontorio; fu la disastrosa mareggiata dell’alluvione del 4 novembre 1966 che la rese isola, attualmente è privata. Dall’altro lato del golfo, verso Castellammare di Stabia alla foce del Sarno, c’è lo scoglio di Rovigliano, vi sono delle vestigia di epoca romana e inoltre fu sede di monasteri, ora versa in uno stato di degrado ed è difficile accedervi.

Altri resti romani e storie di eremiti si riscontrano su La Gajola vicino la costa di Posillipo, infine Megaride congiunta alla città da una breve colmata e su cui sorge il Castel dell’Ovo, un posto di facile accesso e di grande suggestione con ristoranti famosi in tutto il mondo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.