Sapevate che i mesi di settembre e ottobre sono una vera pacchia per le mucche della transumanza? Sono totalmente libere, godono di quasi un ettaro di terreno a testa, mangiano erba ottima e tornano nel recinto solo due volte, quando vogliono mangiare, chiaro, prese per la… gola dagli sfarinati preparati da tenutari e pastori.

Prendiamo l’autunno alla masseria dei fratelli Colantuono di Frosolone, quelli della super transumanza di fine maggio dalla Puglia e Molise. La famiglia molisana possiede quasi 400 capi bovini. Quando il freddo comincerà a pungere, di solito tra metà ottobre e fine novembre, le mucche saranno trasportate tutte, in un viaggio breve e comodo, a San Marco in Lamis nel Tavoliere dove, nell’altra masseria di proprietà, dimoreranno fino alla prossima transumanza.

Le mezze stagioni, per fortuna, esistono ancora, almeno per gli animali. Così, nelle settimane d’autunno le mucche sono libere di cercarsi il luogo migliore in cui pascolare e riposare la notte, di solito tra i cespugli o in posti riparati. Dai 1300 metri dei monti più alti della zona possono scendere fino a 600 metri, dipende dalla temperatura. I Colantuono conoscono ogni anfratto di quei declivi, le radure, i boschi, i saliscendi tra montagna e collina. Sanno benissimo dove trovare i loro robusti bovini di razza podolica e marchigiana. Per controllarli, se fosse necessario, e anche per avviarli alla mungitura che in autunno non è l’attività più impegnativa. Circa un terzo delle mucche, forse di più, sono infatti gravide. Di latte ce n’è meno che in primavera ma è di qualità ottima, perché l’erba è fresca e i bovini sanno bene dove e come rifocillarsi, tanto che i formaggi della casa prodotti in autunno sono straordinariamente saporiti e ricercati. Caciocavallo, manteca, treccia e scamorza sono di un buono impossibile da descrivere a parole. Una pacchia per i bovini e una manna per gli uomini…

Le oltre cento mucche agli ultimi mesi di gravidanza faranno per intero il loro compito, ma non partoriranno in Molise. I Colantuono sanno che l’ambiente ideale per la nascita, l’allattamento e poi per lo svezzamento dei vitellini è quello mite del Tavoliere delle Puglie. Tempo un mese, al massimo 45 giorni e la carovana scenderà d’altitudine (la latitudine invece è la stessa) fino a San Marco in Lamis dove i pascoli naturali si alternano a quelli foraggiati dalla famiglia. Cibo in quantità, clima favorevole perché i vitellini possano arrivare a maggio pienamente in forze per affrontare i 180 chilometri di cammino verso il Molise. E poi ancora l’estate mite a Frosolone, l’autunno, i pascoli, i formaggi buoni. E’ il ciclo della vita. E’ il ritmo lento e sicuro della transumanza.

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