L’economia circolare è un modello di produzione e consumo completamente nuovo: un sistema in cui le merci di oggi sono le risorse di domani.
Si tratta di un modello in controtendenza rispetto alla linearità dell’attuale sistema economico che prevede l’accumulazione degli scarti.
Parole chiave dell’economia lineare: prendi, produci, usa e getta.  Un modello, quest’ultimo, insostenibile sia a livello ambientale (per la limitatezza delle risorse) sia a livello economico (per l’instabilità dei prezzi delle risorse).

Non a caso il piano strategico dell’Unione Europea 2014/2020 prevede il passaggio dall’economia lineare (basata sula produzione di scarti) a quella circolare (incentrata sul riuso e il riciclo).

L’economia circolare segue l’esempio della natura

In natura la morte rappresenta possibilità di rinascita e lo scarto non esiste. 
Partendo da questo presupposto possiamo pensare a una società (per ora solo ideale) in cui anche i produttori favoriscano il circolo virtuoso di recupero e riciclo.
Poniamo l’esempio di un’azienda che utilizzi materiale grezzo per produrre beni di consumo.

Gli scarti sono inviati in un centro di recupero, divisi e processati; vengono poi usati come combustibile in una fabbrica di cemento che li brucia riducendoli in cenere non tossica. Il centro di recupero processa anche i beni di consumo che non sono stati utilizzati e li manda (per essere riciclati) all’azienda che li ha prodotti.

L’aria calda emessa da una fabbrica di cemento può essere usata da un’azienda agricola per scaldare un granaio.

Gli animali dell’azienda agricola emettono biogas che sono trattenuti in una struttura anaerobica e trasformati in gas metano venduto a una centrale elettrica. Questa fornisce elettricità a fabbriche circostanti. Così come un depuratore d’acqua può essere parte di un piano per la creazione di un quartiere ecologico del quale benefici la comunità locale.
economia circolare

È chiaro quindi che l’intero comparto economico della gestione dei rifiuti dovrebbe cominciare ad attrezzarsi per diventare un settore strettamente integrato con quello manifatturiero.

Creare un equilibrio tra bisogni e risorse, ridurre lo spreco, favorire l’interazione. Questi sono gli scopi dell’economia circolare.

L’economia circolare mira quindi a progettare i rifiuti. I rifiuti non esistono, i prodotti sono progettati e ottimizzati per un ciclo di smontaggio e riutilizzo.
In questo modo si ha continua rigenerazione e il concetto di fine vita di un prodotto viene sostituito con quello di “ricostruzione”.

Rendiamoci partecipi di questo “passaggio” e rendiamolo possibile con il nostro contributo quotidiano.

Alexia Mangione
Staff Offgriditalia

Alexia Mangione

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