<<Scètate bella ‘mbriana, scètate!>>!

Per non so quanto tempo, ho creduto fosse un nomignolo inventato per me, visto che avevo (ed ho) sempre un po’ la testa fra le nuvole. Invece no, mia nonna era proprio a lei che si rivolgeva quando, in periodi bui, sperava di poter fare entrare “la buona sorte” in casa.

Sapete, si racconta fosse una bellissima ma tristissima principessa, uscita di senno per un amore perduto. Dicono iniziò a vagare per i vicoli della città come un’ombra, bussando alla porta delle case per cercare qualcuno che non ritrovò mai più. Il re era disperato, la faceva seguire ovunque per poi, in anonimato, ricompensare le persone che le offrivano ospitalità, impietosite dalla sua mesta condizione.

Nella credenza popolare napoletana viene associata al solebella 'mbriana
(magari per una probabile derivazione dal termine meridiana – è infatti a mezzogiorno o nelle ore più luminose che si poteva scorgere dietro le tende) e al calore del focolare domestico.
Un vero e proprio spirito benefico, lo spirito della casa.
Il rovescio della medaglia del munaciello (quello di cui vi ho parlato la scorsa settimana) insomma, con il quale, a volte, suo malgrado conviveva. Lui piccolo e deforme, lei dai lineamenti dolci e gentili, un viso luminoso e portamento elegante…

Oh si, aggraziata lo era anche quando si trasformava in farfalla o geco!
Averla in casa era una fortuna, ma come tutte le donne, bisognava stare attenti a non farla arrabbiare!
Come?
Ordine e pulizia <<Albachia’, che dici a fare “buonasera” quando entri in casa? Tanto da te non ci verrebbe mai!>> – sempre la nonna di cui sopra! una sedia a sua disposizione in segno di ospitalità,  mai progettare traslochi ad alta voce o ristrutturazioni: “Casa accunciata, morte apparicchiata“!

Va bene, sarà che ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio, ma… Quasi quasi metto a posto!

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