Per visitare Torino, città ancora in gran parte vincolata all’idea del grigio della nebbia e dei fumi delle fabbriche di automobili ormai inesistenti, uno stimolo buffo, idea mia di scettico incurabile e modesto omaggio a Dario Fo, inquietante (per gli amanti dell’esoterismo) o inquadrato in una sorta di “Codice Da Vinci” o “Angeli e Demoni” di Dan Brown, potreste prendere ad esempio queste poche righe da cui trarre ispirazione per un approfondimento preventivo alla visita; la consiglio vivamente non solo da torinese, ma soprattutto da appassionato viaggiatore che, tornando a casa, ancora trova qualche meraviglia nella sua città. Lo scetticismo non mi impedisce di trovare interessanti quelle che io considero aberrazioni della storia, perché convive comunque in me la passione per la letteratura e Torino città Magica mi coinvolge alla grande; in realtà non solo me, visto che i tour  a tema sono un vero e proprio business a livello internazionale.

Proviamo a suscitare un po’ di curiosità saccheggiando soprattutto dal sito della Associazione Culturale Italiana Misteri Della Storia e dalla mia biblioteca personale (grazie Mamma!) in altermanza tra:

“Storia e Leggenda”

La fondazione di Torino ha radici addirittura nelle Guerre Puniche quando i Tauri del Re gallo Cozio si opposero, da alleati di Roma, alla discesa di Annibale dalle alpi (le attuali Cozie appunto) attestandosi alla confluenza tra il Po e la Dora. Dal 58 a.c. al 44 a.c. furono trasferiti diversi coloni romani in zona (dopo che i Tauri vennero sconfitti), ma fu solo con l’imperatore Augusto nel 28 a.c. che nacque ufficialmente “Augusta Taurinorum”.

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Il Dio della Terra Api

Una antica leggenda però racconta che Torino fu fondata da Fetonte, il figlio di Iside dea della magia, che scelse questa terra pianeggiante per la sua strategica posizione geografica; infatti scelse la confluenza del fiume Po con il fiume Dora per innalzare un centro di culto al dio Api che gli  antichi Egizi rappresentavano con le sembianze di un toro. Il Po rappresenta il sole quindi la parte maschile, la Dora rappresenta la luna quindi la parte femminile. Insieme percorrono la città formando una Y, che nel simbolismo esoterico rappresenta il Bivio, la cui strada di destra è diretta verso il cielo, quella di sinistra agli inferi. La presenza a Torino del secondo Museo Egizio al mondo già basta per immaginare chissà quali implicazioni astrali!

I Triangoli Magici e quelli Trigonometrici incontrano la Porta degl’Inferi

Il capoluogo subalpino fa parte dei due “famosi” triangoli magici: il TRIANGOLO DELLA MAGIA NERA –  San Francisco, Londra e Torino e il TRIANGOLO DELLA MAGIA BIANCA – Lione, Praga e Torino.

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Il vertice della magia bianca si trova nella centralissima Piazza Castello all’altezza del monumentale Palazzo Reale, pare in corrispondenza del sontuoso cancello sormontato dai due Dioscuri Càstore e Pollùce o nei Giardini Reali posteriori presso la Fontana dei Tritoni. Dirigendoci verso occidente, dove tramonta il sole e nascono le tenebre, andiamo incontro a uno dei punti più oscuri della città di Torino. Questo luogo, confine occidentale della città romana, viene definito il Cuore Nero nel capoluogo subalpino e qui prende vita la tenebrosa piazza Statuto. Molto tempo addietro vi era la “vallis occisorum” luogo di uccisione e sepoltura, dove vi era riposto il Patibolo che rimase per secoli in questo punto della città. E’ il luogo preciso dove Torino si congiunge con San Francisco e Londra formando il triangolo della magia nera. I francesi di Napoleone spostarono in seguito i patiboli in uno slargo tra via Cigna e corso Regina Margherita ancora oggi denominato “Rondò della Forca”.

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Obelisco e astrolabio

A indicare il punto esatto del vertice di piazza Statuto troviamo un obelisco sulla cui sommità svetta un astrolabio che indica il passaggio del 45° Parallelo. Un obelisco identico si trova a Rivoli ad undici chilometri di distanza, al termine di Corso Francia, strada che traccia una perfetta linea retta in direzione della Val Susa. Su entrambi gli obelischi troviamo inciso il seguente messaggio:“Anno 1760. Su ordine del re Carlo, Giovanni Battista Beccaria misurò triangoli quattro nelle alpi Graie (Nord) altrettanti nelle Marittime (Sud) dell’arco del meridiano torinese. Definì sulla via di Rivoli la base dei triangoli. L’inizio della base del centro del circolo astronomico infisso nel marmo. La pietra giace sottoterra da questo punto verso oriente circa nove metri”.

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Fontana del Frejus

Al centro di Piazza Statuto troneggia la Fontana del Frejus, che fu ideata per ricordare l’inaugurazione dell’omonimo traforo e commemorarne i caduti. Osservare questo monumento significa calarsi in una sorta di dimensione mistica. Le statue raffigurate sono impegnate nell’arrampicarsi per raggiungere la cima, dove ad attenderli c’è un angelo (qualcuno dice un genio). Quest’ultimo tiene in mano una penna, simbolo della conoscenza e della trasmissione della stessa, mentre con l’altra mano sembra voglia fermare l’ascesa degli uomini, impedendo così di raggiungere lui e la sua sapienza. L’angelo che sovrasta l’obelisco porta sul capo una stella a cinque punte (pentacolo, scomparso dal 2013 almeno!) fonte di luce che potrebbe essere interpretata come un terzo occhio. La leggenda narra che questo angelo sia Lucifero, l’angelo più bello e che ai piedi del monumento ci sia l’accesso alla porta dell’inferno.

Se sia tutto stato messo in scena da bizzarri fissati di magia, che, creando un racconto dopo l’altro e aggiungendoci una interpretazione fantasiosa dei diversi monumenti  abbiano volutamente creato questo scompiglio o …… (segue il 27.10)

Gian Luca Bovero

 

 

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