Arturo FaraoneL’Ammiraglio Arturo Faraone è il rappresentante legale dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno (che comprende il mare che circonda l’Arcipelago Flegreo, formato dalle isole di Ischia, Procida e Vivara). A lui chiediamo: quale è lo stato dell’arte dell’Amp?

Possiamo affermare che l’attività posta in essere da parte della Capitaneria di porto di Napoli in quest’anno e mezzo di gestione dell’AMP Regno di Nettuno, sta dando i suoi frutti, grazie anche alla sinergia istituzionale instaurata con l’AMP di Punta Campanella per quanto attiene agli aspetti gestionali e con la Stazione zoologica Anton Dorhn per il supporto tecnico scientifico.

Nella prima fase della gestione provvisoria si è provveduto sia a sistemare gli aspetti tecnico/amministrativi, con la definizione delle pratiche e dei procedimenti in sospeso all’atto del conferimento dell’incarico, sia a porre la giusta attenzione sugli aspetti operativi, con svariate attività in cantiere, che nell’immediato futuro consentiranno di sfruttare le grandi potenzialità proprie del territorio di Ischia e Procida.

Proprio in questi giorni è in fase di completamento la posa in opera delle boe di perimetrazione della zona A, di riserva integrale e per la prossima stagione estiva puntiamo alla realizzazione di un campo di ormeggio ecocompatibile nella zona di Chiaia e della Corricella. Quest’ultimo costituirà senz’altro un grande traguardo nell’ottica dello sviluppo sostenibile, in quanto permetterà di rendere fruibile ai diportisti un tratto di mare di notevole pregio, tra i più belli dell’area marina protetta, con riflessi positivi sull’economia locale. Basti pensare che vari ristoranti in zona sono raggiungibili prioritariamente via mare, il tutto salvaguardando in primis l’ecosistema marino, in quanto le unità potranno sostare senza ancorare, evitando così di danneggiare la sottostante prateria di posidonia.

Da tempo si sviluppa il dibattito sulle aree protette: vincolo od opportunità? E, in caso, quali sono i benefici che un’Area marina protetta può concretamente portare al territorio su cui insiste?

Direi che nella domanda è insito un pregiudizio diffuso, ovvero che il sistema delle regole che limitano la fruizione delle bellezze naturali costituisca di per sé un peso, un fardello, che limita la libertà delle attività diportistiche e la possibilità di esercitare attività economiche redditizie. Al contrario, tali regole, se ben applicate e rispettate, salvaguardano le risorse più preziose del territorio e, anzi, ne esaltano e moltiplicano la redditività. In più, ritengo importante sottolineare che l’Area Marina Protetta è un istituto capace di attrarre fondi nazionali ed europei nel campo della ricerca scientifica. Ciò consente di approfondire la conoscenza delle bellezze e delle risorse naturali per una loro più ampia tutela e valorizzazione. Insomma, la possibilità di attirare ed incrementare la ricerca scientifica costituisce senza dubbio un’opportunità enorme.

Quali sono i comportamenti “nemici del mare” che più spesso vi trovate a dover prevenire e, eventualmente, sanzionare? E nell’attività di controllo che ruolo può svolgere l’apporto della tecnologia?

In generale, la Guardia Costiera è impegnata a reprimere quei comportamenti che rappresentano un pericolo per la sicurezza della navigazione anche se si tende di più alla prevenzione ed alla condivisione di comportamenti virtuosi, anche in campo ambientale marino. Nell’ambito dell’AMP sicuramente i comportamenti scorretti più frequenti consistono nell’ancorare o navigare a motore nelle aree di riserva integrale o parziale, in cui tali attività sono vietate, così come lo è anche l’attività di pesca. La tecnologia fornisce un imprescindibile ausilio perché amplifica le possibilità di vigilanza: per implementare il monitoraggio ambientale la gestione dell’AMP sta provvedendo all’installazione di un complesso impianto di videosorveglianza. Ma vorrei sottolineare l’importanza della tecnologia anche quale prezioso strumento di ricerca scientifica, aspetto che stiamo curando particolarmente. Le convenzioni stipulate con Enti di ricerca hanno lo scopo preciso di sfruttare la tecnologia della ricerca scientifica per sviluppare la conoscenza delle straordinarie risorse naturali di cui è dotata l’Area e svilupparne altresì le potenzialità.

Anche alla luce del progetto “Abbracciamo Vivara” che verrà illustrato il 28 ottobre, quanto ritiene sia importante far crescere una maggiore consapevolezza ambientale nei giovani?

Con questa domanda lei ha toccato un argomento fondamentale, perché la Guardia Costiera è da sempre impegnata a divulgare nei giovani i valori fondamentali del rispetto dell’ambiente e della tutela delle risorse naturali del mare. Siamo da sempre presenti nelle scuole, fin dalle elementari, promuovendo iniziative di collaborazione e incontri con i ragazzi. Crediamo infatti che la formazione di una reale consapevolezza ambientale nei giovani sia fondamentale per influenzare i loro comportamenti e le loro scelte in modo che considerino sempre una priorità assoluta la protezione dell’ambiente marino, delle risorse naturali e biologiche e delle bellezze naturali.

Come ritiene si possano coinvolgere maggiormente i cittadini al fine di una ulteriore valorizzazione del nostro patrimonio ambientale, in particolare delle Aree protette?

Come già sottolineato, la divulgazione ha un’importanza fondamentale a tutti i livelli. L’AMP, oltre a svolgerla nelle scuole, intende svolgerla anche negli altri ambiti sociali, perché c’è la necessità di far conoscere norme, regole e comportamenti virtuosi a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, fruiscono della “risorsa mare”. Le iniziative come “Abbracciamo Vivara” costituiscono uno strumento prezioso per la divulgazione e la diffusione di questi valori. Peraltro, nella programmazione delle attività che l’AMP intende svolgere quest’anno e nei prossimi tre, è prevista l’organizzazione di manifestazioni e convegni che hanno, appunto, finalità divulgative, promozionali e formative.

Valerio Ceva Grimaldi

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