La diga di Belo Monte è in costruzione sul bacino del fiume Xingu, nei pressi del comune di Altamira, nel nord Pará. In potenza installata, sarà la terza diga più grande al mondo, dietro solo alla cinese  Tre Gole e alla brasiliana / Paraguaiana Itaipu. Sarà il più grande impianto idroelettrico del tutto brasiliano.

Ma le opere della diga di Belo Monte, che è stata progettata nel 1980, sono state interrotte più volte dopo l’inizio della sua costruzione nel giugno 2011, a causa di proteste e occupazioni svolte dagli indigeni e ambientalisti, e anche per gli interventi della Corte Federale. Tuttavia, attualmente, le opere sono in piena attività.

belo_monteIl movimento contro la costruzione  della diga sostiene che la sua realizzazione causerà un cambiamento del flusso del fiume, riducendo la quantità  dell’acqua,  creando danni alla flora e la fauna locale dando vita a diversi impatti socio-economici. Uno studio realizzato da quaranta esperti e di 230 pagine sostiene che l’impianto non è fattibile dal punto di vista sociale e ambientale.

La variazione del volume del fiume si muoverà con tutto il ciclo ecologico della regione che sarà soggetta a siccità e inondazioni. La zona inondata in modo permanente avrà un impatto sulla vita degli alberi che sono alla base della dieta di molti pesci, riducendone  il numero di specie causando problemi alla economia e alla sussistenza delle popolazioni indigene. Le analisi indicano anche che la costruzione dell’impianto comporterà un caos sociale che deriverebbe dalla migrazione di più di 100.000 persone e lo sfollamento forzato di oltre 20.000 abitanti.

igarape_2Un altro fattore che avalla le argomentazioni contro la costruzione della diga è l’indondazione degli “igarapes” che attraversano Altamira e parte della zona rurale di Vitoria do Xingu. Il flusso delle acque del fiume Volta Grande do Xingu sarà ridotto e il trasporto fluviale del fiume Bacajá (un affluente del  Xingu) verrà interrotto, attualmente è l’unico mezzo di colegamento per le comunità costiere che porta ad Altamira, primo centro abiato, dove gli indios commerciano la vendita di pesce e noci.

In aggiunta alle critiche i gruppi ambientalisti come Greenpeace  sostengono che la realizzazione dell’impianto non genererà una tale energia per giustificare l’investimento.

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