Chi lo conosce non ne parla in modo entusiasmante ma Goran Bregovic ha, in ogni caso, molti punti a suo favore. Nato a Serajevo ha nel suo DNA un crogiolo di etnie e religioni…padre croato, madre serba, collocazione bosniaca…in piu’ si aggiunga una indole votata alla curiosa ribellione in un contesto militare ed assolutista (il padre era militare nell’armata jugoslava).

Il suo carattere complesso lo porta a voler studiare belle arti ma la sua scelta viene bloccata dallo zio per ragioni che vanno dal clima ribelle del tipo di studi alla frequentazioni di tali studi da parte di troppi gay ( queste le argomentazioni…).

E così si va in un istituto tecnico dove comunque intraprende una sorta di carriera musicale suonando il basso nel complesso del liceo, dal quale viene peraltro cacciato per varie, piccole, e grandi, insubordinazioni; la madre tende a proteggerlo e a lasciargli spazi altrimenti negati. Incominciò così a mantenersi come musicista, giornalaio, imbianchino fino alla proposta di un gruppo di unirsi stabilmente con loro. Kodeski, questo il nome del gruppo, effettua varie tournée fino ad approdare a Napoli ed Ischia dove Bregovic si trattenne per vari mesi. Lo sviluppo delle tematiche musicali di Bregovic va dalla musica slava a quella tzigana, dal rock al tango, dalla polifonia alla musica bandistico.  Tutto ciò lo ha portato ad essere richiesto come autore di colonne sonore, ruolo che ha ricoperto con notevole successo fino ad arrivare al successo di “Underground” film di Emir Kusturica palma d’oro a Cannes nel 1995.

Una delle accuse che è stata frequentemente mossa a Bregovic è quella di aver utilizzato armonie e canti della tradizione spacciandosi per creazioni originali. La sua creazione più suggestiva resta comunque “L’Orchestra per Matrimoni & Funerali”,una band multietnica di ottoni che sintetizza da una parte le sue origini etniche e religiose (cristiana, musulmana ed ortodossa in un fazzoletto di terra) dall’altra l’unione di sonorita’ ottomane,  rom, balcaniche…spesso, sul palco, la scena presenta da un lato l’orchestra (austera) di Belgrado, dall’altra un coro di cantanti bulgare in abiti tradizionali;  al centro, leggermente più indietro l’orchestra di ottoni ed al centro della scena lui, Bregovic, in bianco, con la chitarra in mano ad orchestrale suoni, culture, mondi, suoni.

Il suo eclettismo lo ha portato ad essere nominato maestro concertatore della notte della Taranta nel 2012.

A questo punto potrete capire come possa essere complicato il compito di scegliere un brano che possa rappresentare un universo musicale così variegato ed inconnotabile…ma, come al solito, ci proviamo…

Dal vivo…Kalashnikov…

 

Fabio Magrì

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