Ringrazio gli Amici dell’associazione Vivara onlus, e il Geologo Pierluigi Musto per questo ottimo secondo articolo.

Volete partecipare ad una Passeggiata a Caprarea, l’isola di Capri?

L’origine del nome deriva da “Capraeae” latina per altri “Kapros” cinghiale greco di cui se ne rinvengono diverse specie fossili. Questi  animali  presumibilmente rappresentavano un aspetto fondamentale nella vita civile dell’isola antica.  La bellezza di Capri è dovuta anche alle rocce di cui essa è strutturata, esse sono prevalentemente carbonatiche e derivano  da un ambiente non vulcanico, caratterizzato da acque poco profonde all’interno di un grosso oceano ormai chiuso (Tetide). Tali strutture erano le cosiddette piattaforme carbonatiche simili a quelle attuali delle Bahamas che dominavano la scena durante il Mesozoico (250 – 65 milioni di anni).

La bellezza delle coste calcaree di Capri tipicamente alte e maestose hanno determinato la fortuna dell’isola dal punto di vista paesaggistico ed hanno anche dato l’opportunità di studi specialistici.  E’ significativo il ritrovamento delle Ellipsactinie, spugne fossili con scheletro calcareo che vivevano in  ambiente di alta energia cinetica a profondità limitate e in una precisa collocazione nel tempo geologico. (Sono quindi sia fossili di facies che fossili guida)  Si possono riconoscere non lontano dai faraglioni. Con la loro presenza si è capito che tra il Giurassico sup e il Cretacico inferiore (150 – 130 milioni di anni) l’area era di ambiente di limite di piattaforma (ambiente di scNel giungere col traghetto da Napoli, si può notare una discreta vicinanza tra Punta Campanella e l’isola; in tempi geologici Capri era unita alla terraferma e ciò può essere confermato attraverso il ritrovamento presso il Quisisana Hotel di fossili di vertebrati tipicamente continentali la cui età è attribuita a  300 mila o 200 mila anni (cinghiali, cervi, rinoceronti, ippopotami). Altri ritrovamenti presso la “Grotta delle felci” verso “Marina Piccola” a circa 200 m.s.l.m. di resti di animali appartenenti alla famiglia dei Cervidae ma affetti da nanismo (quindi tipicamente insulari) di età tra i 30 mila e 10 mila anni,  ci conferma come già all’epoca, Capri si era staccata dal continente ad opera di faglie di ribassamento.

Attraverso un’ osservazione attenta lungo alcuni lembi della costa dell’isola , è possibile riconoscere dei “paleo – livelli” più elevati del mare  che indicano variazioni  climatiche recenti attribuibili a climi più caldi rispetto a quello odierno (Variazioni glacio – eustatiche quaternarie)

Capri è ricca anche di aspetti storici in quanto gli stessi romani l’avevano utilizzata come zona di residenza al pari dei Campi Flegrei.  (fino al IV sec) Prima l’imperatore Augusto, successivamente Tiberio avevano sull’isola una propria costruzione. Un esempio è Villa Iovis, sita verso Punta Campanella, in parte fortificata ed in parte dedicata all’immancabile “otium” romano. Successivamente la storia di Capri viene caratterizzata dalle incursioni saracene e dalle dominazioni dei Longobardi, degli Angioini, degli Aragonesi tutti popoli che ne apprezzarono la sua bellezza al pari dei romani.

Luoghi di particolare bellezza sono tra l’altro i giardini di Augusto, via Krupp e le stradine arricchite di negozi e boutique con merci di particolare pregio.

Per partecipare alla passeggiata in programma contattare gli organizzatori Vivara onlus amici delle piccole isole

Pierluigi Musto 

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