San Martino, campanaro… din don dan!
No, San Martino e Fra Martino non sono la stessa persone, ma quanto è simpatica quella canzoncina!
Sarò forse un tantino sconclusionata, ma non potevo scrivere questo articolo senza un calice davanti, quindi siate clementi!San Martino
E quindi? Chi è? Anzi.. Chi è stato? Perché si dice che a San Martino ogni mosto diventa vino? Perché esiste la “sua” estate? Perché si celebra la festa dei cornuti?
L’11 Novembre si festeggia San Martino di Tours.
Nacque da genitori pagani in Pannonia, l’odierna Ungheria, nel 316, figlio di un ufficiale, dall’età di 15 anni si dedica al servizio militare in Francia.
Si narra che un giorno, alle porte della città di Amiens, incontrò un mendicante seminudo. Faceva freddo e non ci pensò due volte: tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il poveretto.
Quella stessa notte sognò Gesù: “Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito”, e gli restituì il mantello, che al risveglio trovò integro.
Per premiare il gesto, nei giorni della sua ricorrenza, non può far freddo! Da qui l’estate di San Martino.
Il sogno ebbe un tale impatto su Martino, che si fece battezzare il giorno seguente e divenne cristiano, all’età di 22 anni, decise di lasciare le armi e condusse una vita monastica. E’ stato il primo Santo, non martire, ricordato dalla liturgia.
Divenne ancora più popolare per la collocazione della sua festa, che coincideva con la fine delle celebrazioni del Capodanno dei Celti , il “Samuin”. L’oca, quindi, non può mancare!
San Martino era una sorta di capodanno anche per le attività civili e lavorative: scadevano infatti i contratti agricoli e di affitto, e di conseguenza si svolgevano in questo periodo i traslochi (“fare san Martino” voleva dire proprio “traslocare”).
La tradizione di sbeffeggiare i cornuti deriva invece dalla leggenda degli amori adulterini tra Marte dio della guerra, e Venere, dea della bellezza. Vulcano, dio del fuoco e suo marito, li sorprese e rinchiuse in una rete di ferro per mostrarli agli dei e averli come testimoni del torto subito. Gli abitanti dell’Olimpo infatti lo sbeffeggiarono e lo derisero, così la delusione di Vulcano fu ancora più atroce: “cornuto e mazziato”.
festa_dei_cornuti_di_ruvianoC’è anche da dire che, nel giorno dedicato al Santo, si svolgevano fiere di bestiame per lo più “muniti di corna”. Le fiere e i mercati duravano qualche giorno, le mogli che rimanevano a casa quindi…
In molte località del nostro paese, come Ruviano (Caserta), Roccagorga (Latina), Grottammare (Ascoli Piceno), Santarcangelo (Rimini) si svolgono ancora oggi feste, sfilate in chiave umoristica che rinnovano la tradizione.
In questo periodo inoltre occorre finire il vino vecchio per pulire le botti e lasciarle pronte per la nuova annata e si inizia a bere il vino novello.
L’11 novembre si mangia e beve in abbondanza quindi, anticamente il periodo di penitenza e digiuno che precede il Natale cominciava il 12 novembre e prendeva il nome di “Quaresima di san Martino”.
Dove andare per rifocillarsi e bere? Ovunque!
Da Palermo a Venezia alla Valle Isarco in Alto Adige.
Se vi trovate in Puglia dovete assolutamente andare a Martina Franca, dove si festeggia ben 3 volte all’anno!
Se siete nei dintorni di Roma invece, correte a Formello
Ovunque voi siate quindi, festeggiate, perché “Chi non gioca a Natale, chi non balla a Carnevale, chi non beve a San Martino è un amico malandrino!”


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