‘Cammini di uomini e animali’, verso l’Ecomuseo della Pastorizia, è solo l’ultima delle suggestive etichette affibbiate al fenomeno della transumanza. Suggestiva perché riassume il rapporto simbiotico tra gli animali e chi dal loro pascolo trae da sempre vantaggio e strumenti di sviluppo economico. 

In questa direzione, a Capracotta, in Molise, si sono avviati tutti quelli che, per lavoro, interesse o passione, sono vicini ai Tratturi e a chi, ancora oggi, li frequenta nella loro antica connotazione agropastorale. L’obbiettivo è nobile: realizzare un Ecomuseo Molisano della Pastorizia e della Transumanza.

I pastori sono ancora tenaci da queste parti. Paesaggisticamente, l’Alto Molise, è una delle zone più belle del centro Italia. Da qui il tentativo convinto di ridare forza a un segmento dell’economia agraria sempre vivo, come dimostrano le ‘avventure secolari’ dei bovini della famiglia Colantuono e quella degli ovini altomolisani. Il caciocavallo podolico prodotto a Frosolone e il pecorino di Capracrotta sono troppo saporiti per restare lì, ad uso e consumo esclusivo dei molisani. Vanno invece esportati, presi come simboli concreti del concetto di sostenibilità. 

Così, il Comune di Capracotta, l’Università del Molise con i suoi ricercatori, le associazioni turistiche, i commercianti e le aziende produttive dell’area hanno deciso di sviluppare insieme un progetto comune affinché la transumanza sia messa ‘a sistema’ localmente e ben collegata alla rete nazionale.

‘Omnis pecuniae pecus est fundamentum’ scriveva il letterato latino Marco Terenzio Varrone,  come a dire che l’industria delle pecore è la fonte di ogni ricchezza’. A Capracotta, a distanza, di due millenni, la pensano nella stessa maniera, semplicemente, provano a rendere il concetto più moderno ed efficace, creando un’area che eroghi servizi, opportunità per le aziende, punti informativi, economia e turismo, insomma varie forme di valorizzazione per l’ecomuseo. 

Sacrificio e lavoro duro nel passato dei nostri antenati, mentre oggi si cercano strade meno dispendiose ma più sofisticate e redditizie, per esempio quadri scientifici di riferimento per suggerire idee e processi, garantendo il massimo rispetto per una civiltà, quella della transumanza, che non segna per niente il passo. La strada erbosa è infatti sempre quella, qui animali pure. Gli uomini cambiano, invece, ma non per questo dimenticano che “la Ricchezza Odora di Pecora”.

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