Costruisco questa casaecosport-benessere-vastu
Senza ferro né cemento
Costruisco questa casa
Senza tetto e pavimento
Costruisco questa casa
Senza tetto e fondamento

E ci faccio quattro porte
Per i punti cardinali
Che ci possa entrare il cane
Che ci possa entrare il cane
Quando sente i temporali
Quando cambia la stagione
Costruisco questa casa
Con il legno ed il cartone…

Francesco De Gregori, La Casa

Se potessimo costruire la casa dei nostri sogni come sarebbe? Avrebbe uno steccato bianco su un prato verde, i pannelli solari sul tetto, un impianto di riscaldamento intelligente, un pozzo dei desideri nel cortile, un giardino di meraviglie e un orto miracoloso? No, davvero, pensateci, perché è possibile, ci sono già molte persone che scelgono l’autocostruzione. E come si fa? Ce ne sono altre che te lo spiegano, per fortuna.

ecosport-benessere-vastu6Adriano è uno di queste, è un architetto e ha intrapreso la scelta di approfondire la connessione tra bioarchitettura e benessere olistico. Ed ecco la parolina magica, che tanto ci appassiona. Infatti, accanto alla bioarchitettura e al coordinamento bioecologico di cantiere, esperienze dirette nell’ambito della autocostruzione di case in terra cruda e paglia, Adriano coltiva la passione per le terapie alternative:  la medicina ayurvedica e lo studio della tradizione del Vastu, la scienza indiana della costruzione sacra e civile. Nel 2000, mi racconta,  decide di partecipare ai seminari del Dott. Walter Kunnen dal quale viene introdotto al mondo della geobiologia e radioestesia scientifica gettando le basi di quello che sarebbe stato il suo percorso futuro, volto a indagare le relazioni fra uomo, ambiente, energie della biosfera, e spazi sacri o ambienti residenziali costruiti. In parole povere ci sono delle regole di costruzione dettate dai campi magnetici e dall’energia che si accumula in determinati punti, si tratta inoltre di costruire rispettando il contesto naturale in cui ci si inserisce, in modo che l’intervento umano sia in completa armonia con la natura, e i materiali utilizzati, oltre che essere ovviamente materiali naturali, sono anche a km zero, quindi si riduce al minimo l’impatto ambientale.

Ma dietro queste scelte professionali c’è la storia di un uomo. La svolta nell’approccio alla professione e alla vita in genere, mi confessa,  avviene nel momento in cui a livello fisico risente profondamente della vita di città e dei suoi ritmi sfiancanti, accusando seri problemi di salute che lasciano un segno importante nella sua percezione delle cose. Decide quindi di ritirarsi in campagna e si dedica ad analizzare il rapporto fra salute fisica e ambiente costruito. Ci racconta così che le costruzioni e le case, analizzate con le tecniche bioenergetiche, assumono l’aspetto di organismi viventi che respirano e pulsano insieme all’ambiente allo stesso modo in cui il corpo umano fa con l’atmosfera in cui e immerso. In seguito a questi studi nasce in lui l’esigenza di cercare una via filosofica in grado di fare da quadro di rifermento e guida per ogni progettazione che avesse a che fare con la vita delle persone.

Analizzando le condizioni di vita dei miei clienti e il rapporto con le loro case mi sono reso conto di come la casa e l’ambiente lasci tracce profonde nella psiche ma anche nel fisico delle persone. L’insoddisfazione per ogni tipo di compromesso mi ha orientato verso la scelta di approfondire un’edilizia che fosse non solo naturale, biosostenibile ed esente da inquinanti, ma anche che potesse entrare in risonanza diretta con le più profonde esigenze energetiche, psicofisiche ed esistenziali delle persone.

In pratica quello che Adriano ci dice è che l’autocostruzione può diventare una tecnica di autoguarigione, e che tutti noi possiamo impararla. Il Vastu: Lo Yoga dell’abitare e del vivere è un seminario che rende accessibili a noi profani queste conoscenze, succede a Roma, ogni mese, il prossimo appuntamento è per sabato 3 Dicembre… chi di voi sogna un mondo nuovo fatto di proposte concrete dovrebbe andarci. Un mattoncino alla volta, si può costruire la realtà in cui ci piace vivere.

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L’antenna di Lecher

Nelle conferenze che sto tendendo parliamo del metodo di rilievo delle geopatologie compiuto con metodi antichi come quelli utilizzati dagli Egizi, ma usando strumenti moderni come la antenna di Lecher che sfrutta l’elettromagnetismo e la polarizzazione del magnetismo per “ascoltare” e soprattutto misurare perfettamente i valori di intensità delle frequenze biologiche trasportate dal magnetismo terrestre a tutti gli organismi viventi, provenienti dagli alberi, dalle piante, dai  materiali da costruzione. Tali campi possono essere patogeni o biocompatibili. Il metodo consiste nel togliere la componente patogena e rafforzare quella biocompatibile. Si parla di BIOENERGETIC LANDSCAPES, che sfruttano le energie dei campi geostazionari terrestri e l’influenza delle essenze arboree per curare depressioni, malattie del sistema endocrino e circolatorio, il cosiddetto FOREST BATHING. Nelle conferenze parleremo di come gli antichi attraverso il costruito manipolavanao le energie, le emozioni, le condizioni psichiche e biologiche delle persone. Saper costruire “ascoltando” la natura ci permette veri e propri miracoli.

Come potete intuire insomma l’argomento che ho introdotto in questo piccolo spazio è molto vasto, ed ogni tema che questi studi sollevano è di incredibile fascino, se vorrete approfondire un aspetto in particolare non avete che da chiedere, intanto spero di aver aperto una porta, spalancato un portone, evocato un portale, nelle vostre menti curiose.

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