Il Real Museo di Mineralogia di Napoli é un vero e proprio gioiello, ancora poco conosciuto dai turisti, che peraltro in questi giorni pre-natalizi stanno affollando la cittá, ma anche raramente frequentato dai napoletani.

Ci troviamo nel cuore dell’Universitá Federico II (la piú antica universitá laica e statale del mondo, fondata nel 1224), in pieno centro storico. All’interno del complesso universitario si cela questo meraviglioso Museo, istituito nel 1801 da Ferdinando di Borbone (Ferdinando IV di Napoli). Il salone monumentale, che occupa gli splendidi ambienti dell’antica Biblioteca del Collegio Massimo dei Gesuiti, lascia davvero senza fiato per la sua grandiositá.

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Tra i circa 25.000 reperti esposti, di cui alcuni sono vere rarità, spiccano alcuni esemplari di minerali che, provenendo da miniere europee ormai estinte, sono introvabili. Nella collezione Grandi Cristalli spiccano i due quarzi ialini del Madagascar di 482 Kg, donati a Carlo III di Borbone nel 1740. Nella Collezione Vesuviana, nata nei primi anni dell’Ottocento e unica al mondo, sono conservate alcune grandi “bombe” di lava scagliate in aria dal vulcano durante antiche eruzioni; nella Collezione dei Meteoriti è esposto un frammento di siderite di sette chili e mezzo, rinvenuto nel 1784 a Toluca (Messico).

Affascinanti e di gran pregio alcuni cammei tipici dell’artigianato napoletano intagliati su pietra lavica e le medaglie coniate con la lava del Vesuvio, fra cui risaltano quelle del 1805 riproducenti i profili di Ferdinando IV e Maria Carolina (sorella di Maria Antonietta). È inoltre esposta una testa di satiro in marmo bianco di Carrara, scolpita da Antonio Canova, dalla cui bocca spunta come una zanna un cristallo di quarzo.

Nel 1845 il Museo fu sede del VII Congresso degli Scienziati Italiani, a cui parteciparono ben 1611 scienziati. Nel 1848, dopo la concessione della Costituzione da parte di Ferdinando II, le prime riunioni della Camera dei Deputati si svolsero proprio in questo sontuoso salone monumentale.

Il Museo di Mineralogia e’ una meraviglia (gli orari di apertura sono sul sito dell’Universitá Federico II) che merita di essere maggiormente conosciuta dal grande pubblico, ed é testimonianza del grande ruolo della cittá di Napoli nel mondo della cultura e delle scienze.

Il Museo è pilastro del Centro Musei delle Scienze naturali e fisiche dell’Università Federico II che comprende anche i Musei di Zoologia, Paleontologia, Antropologia e Fisica. Il Centro occupa un’area complessiva di 2500 mq e custodisce circa 150.000 esemplari raccolti e catalogati dalla fine del Settecento.

Valerio Ceva Grimaldi. Fotografie di Fernando Pisacane.

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