In pochissimi sanno che a Napoli esiste un luogo dove si conserva la più alta concentrazione planetaria di cimeli originali del “pibe de oro”: scarpette, maglie, foto, palloni, finanche la panchina dello spogliatoio dello stadio San Paolo dove Diego si cambiava. Cimeli che non rappresentano solo la storia di un campione, ma quella di una città intera e del suo profondo legame con il giocatore più forte di tutti i tempi. Tutti questi oggetti appartenuti a Maradona sono raccolti e custoditi con cura in una sorta di “museo” che si trova nella zona nord di Napoli, nel quartiere Piscinola, dove ha sede il club Napoli intitolato a Saverio Vignati e fondato dal figlio Massimo.

In città Saverio Vignati era considerato una vera istituzione: è stato infatti lo storico custode e responsabile dello spogliatoio dello stadio San Paolo dal 1979 al 2006. In quegli anni moltissimi presidenti, tra cui Agnelli, e molti calciatori, appena giunti allo stadio in occasione delle partite venivano accolti da Saverio che non mancava mai di preparare ai suoi ospiti un buon caffè, offrendo sempre uno straordinario momento di tipica ospitalità napoletana.

8maradona9-1Le vicende del “museo” di Maradona si intrecciano con la storia di un’intera famiglia che è stata molto importante per Diego negli anni in cui ha infiammato il San Paolo: se Saverio l’accoglieva allo stadio in occasione di ogni partita, sua moglie Lucia lavorava nella casa del calciatore come governante e “tata”, e l’ha fatto per ben sette anni, quelli in cui il pibe de oro ha giocato nel Napoli. È stato lo stesso Maradona, in più occasioni, a definirla la sua “mamma napoletana”. Massimo, figlio di Saverio e Lucia, fin da piccolo è stato praticamente di casa per Maradona e non mancava mai di seguire il papà allo stadio durante le partite per applaudire da vicino l’idolo dei napoletani. E così Diego, legatissimo alla famiglia Vignati, ha regalato nel corso degli anni a Saverio e al piccolo Massimo centinaia di gagliardetti, fotografie, palloni delle partite più importanti, magliette con le firme dei calciatori, trofei, targhe, guanti, pantaloncini, che furono inizialmente conservati in uno spazio dello stadio San Paolo. Alla morte di Saverio, nel 2006, Massimo ha trasportato quest’incredibile collezione in un deposito, allestendo un vero e proprio museo della storia del Napoli.

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Pibe de oroGià percorrendo il corridoio d’ingresso al “museo” il visitatore viene quasi travolto da decine e decine di storici gagliardetti di squadre avversarie che Maradona ha raccolto personalmente, partita dopo partita. In esposizione (l’entrata è gratuita) ci sono, tra centinaia di ricordi, anche le scarpette indossate durante i mondiali ’86 con la scritta personalizzata “Puma-Diego Maradona” (esemplari unici al mondo), la fascia di capitano di Diego, i guanti che indossò per ripararsi dal freddo durante una partita a Mosca (e nell’occasione sbagliò un calcio di rigore, cosa più unica che rara), e il pallone della partita di addio di Ciro Ferrara. Da non perdere le centinaia di fotografie e la mascotte originale di Italia ’90 che, a Milano, Pelè regalò a Maradona, ritratta in una famosa fotografia che ha fatto il giro del mondo. E ancora magliette autografate del Napoli, del Boca Junior, la prima maglia che Maradona indossò da calciatore professionista, quella della sua presentazione a Barcellona e quelle firmate da giocatori di altre squadre (tra i quali Totti e Ronaldo) che, dopo aver disputato la partita, non andavano via da Napoli senza aver prima lasciato un prezioso ricordo per il “museo” di Maradona. Un mito, Diego, che per Napoli e i napoletani non tramonterà mai.

Da alcuni anni il museo è anche “itinerante”, e da sempre la famiglia Vignati ha avviato e portato avanti numerose iniziative di beneficenza tra le quali il progetto “Una goccia d’azzurro” in collaborazione con la Geco Pausilypon Onlus appartenente al gruppo ospedaliero Santobono-Pausilipon, sostenendo i piccoli pazienti malati ricoverati nella struttura ospedaliera.

Una bella storia di amore per lo sport e per una città.

Per visitare il museo: 3381918907

Valerio Ceva Grimaldi

 Pibe de oro

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