La maratona del pesce a Napoli e provincia, durante le Festività degli ultimi giorni dell’anno, è qualcosa di molto pittoresco. I cenoni di Natale e di Capodanno, la tradizione vuole siano preparati con cura, attenzione e rispetto. Non è solo un discorso legato “alla pancia”, ovvero mangereccio, ma è un vero è proprio rito scacciaguai.

L’atmosfera natalizia, si incomincia ad avvertire già dai primi di dicembre, all’Immacolata, quando si allestisce “‘o presepio” e l’albero, per trionfare, in un tripudio al “dio capitone”, la notte della Vigilia di Natale e di Capodanno. Il capitone, che è la femmina dell’anguilla, assolutamente non deve mancare sulle tavole napoletane. Mangiarlo serve ad esorcizzare tutti i mali. Questo perché, la superstizione lo assimila al serpente. Eva che mangia la mela, Diavolo-serpente, -peccato originale, il passo è breve.

pizze

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Al mercato del pesce “Ngopp e mur” a Porta Capuana, ritenuto tra quelli più folcloristici al mondo ed al mercato del pesce a Porta Nolana, nei pressi della Stazione Centrale, nonché in vari e colorati mercatini rionali, c’è la corsa ad accaparrarsi il pesce più fresco ed al miglior prezzo; non solo il capitone, sarebbe ben poca cosa per le tavole imbandite a festa.E tra vongole, taratufi, ostriche, astice ed aragosta, gamberoni, seppie, polpi, salmone, tutto rigorosamente vivo, passeggiando, la pancia brontola. Ci vuole un bel “cuoppo”, o “pizza fritta” o “pizza a portafoglio”: è la tradizione che lo vuole! 

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ricetta

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Ricettina al volo al volo ma, vi dico la verità, a me non piace il capitone. Piaceva molto a mio padre, ed era in suo onore che lo preparavo. Personalmente preferisco l’anguilla fritta.  Ma, del resto, tra moglie e marito, non mettere il dito!  <Si lascia marinare, per una giornata, in aceto e vino, possibilmente sfilettato. Si arrostisce, poi, sulla brace, rigorosamente con legnetti aromatici. Condire come si preferisce>

Per non essere sfacciatamente campanilista, mi fa piacere menzionare alcuni posti dove si può comprare dell’ottimo pesce, che trovo particolarmente affascinanti.  Perché non solo a Napoli si mangia pesce!

Incomincio da Porto Cesareo, che è la Terra che mi ospita e dove, tutte le settimane vado a comprare dell’ottimo pesce. Girare tra i pescatori sul porticciolo, ma anche le fornitissime pescherie, è diventata una piacevole abitudine.

 Poi facciamo un salto a Rimini, al mercato coperto dove possiamo trovare anche prodotti a km 0.

 Riscendiamo a Palermo e, chi non conosce il mercato della Vucciria? Reso immortale da Renato Guttuso. 

 E non dimentichiamo Milano: anche qui si mangia pesce! E, cose strane del commercio, vi si trova il più grande mercato del pesce d’Italia, per addetti al settore.

 Dulcis in fundo, usciamo dall’Italia ed andiamo in Spagna, a Valencia. Qui si trova quello che preferisco in assoluto: Mercado Central. Colori, odori e sapori assicurati.

Buon appetito e Buone Feste. Commenti e suggerimenti sono sempre graditi.

mercato

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