Innanzitutto volevo rassicurarvi…non sono diventato balbuziente…il titolo “Chi Che Che…chi non Che non Che” e’ un gioco di parole, magari stupido…ma tra poco capirete dove vado a parare…

L’ultimo scorcio dell’anno ha visto, tra vari avvenimenti, la scomparsa epocale di un leader politico che, nel bene e nel male, prescindendo da qualunque ideologia, ha indubitabilmente il merito di aver creato una identità, forte, al suo popolo.

La rivoluzione di Fidel Castro aveva come punto di forza anche la personalità e la determinazione di colui che è rimasto nell’immaginario collettivo come emblema della rivoluzione, della volontà di aiutare gli ultimi: Che Guevara. Dalla sua morte, nel 1967 in Bolivia, dove fu ucciso e mutilato, i suoi poster hanno fatto bella mostra nelle stanze degli adolescenti di tutto il mondo, tanto che la sua foto più famosa è stata una delle più stampate del xx secolo.

Io non voglio addentrarmi in discorsi politici, anche perché questo non ne e’ il luogo…ma, seguendo un filo mentale, mi è venuto da pensare ad alcune considerazioni…

Alla fine la Storia la scrivono i vincitori e ciò cambia la prospettiva delle connotazioni e delle definizioni…

Sarò più chiaro: coloro che lottavano contro l’invasione sabauda erano briganti…I partigiani erano liberatori…Garibaldi un eroe…

A vincitori invertiti i briganti sarebbero stati eroi, i partigiani eversivi,  Garibaldi un mercenario…ma erano sempre le stesse persone, con le stesse ideologie, lo stesso cuore, le stesse convinzioni, gli stessi interessi…alle guerre sono stati dati i nomi e le giustificazioni più disparati…ma alla fine tutto si è sempre ridotto a volontà di potere o a interessi economici…

E, quasi sempre, non ci rendiamo conto che tutti siamo un piccolissimo tassello della Storia, un granello che può fluire indifferente come in una clessidra o inceppare un ingranaggio complesso…la Storia siamo noi…anche noi la facciamo…

E, a proposito di Storia…un gruppo composto da elementi danesi, svedesi e africani…una commistione musicale che va da sonorità da colonna sonora all’elettronica passando per contaminazioni etniche…

Bliss…We made history…

Fabio Magrì

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