In molti mi avete chiesto il seguito dell’articolo “La Montagna in Inverno”

(Leggi la prima parte)Salita al Terminillo di Marco Priori

Beh, ci siamo! Ecco il seguito del racconto con tanti nuovi consigli su come affrontare le tue avventure in ambiente innevato di montagna!

LEGGERE IL TERRENO E PREVENIRE I PERICOLI:
arrivati in cresta siamo immersi nella nebbia sempre più fitta che non ci permette di vedere oltre i 15 metri. Alcuni passaggi esposti su roccia nascosta da pochi centimetri di neve non consentono una buona presa dei ramponi. Inoltre, camminare sulla cresta formata da una cornice a sbalzo di neve compatta potrebbe essere rischioso. Con il nostro peso si potrebbe staccare una porzione di cornice non ghiacciata a causa delle alte temperature, trascinandoci a valle. Camminiamo quindi in fila indiana leggermente più a valle rispetto alla cresta. Guadagniamo la vetta (2216 m) nella fitta nebbia.

FALSI PERICOLI: Intorno a noi si distinguono orme fresche di lupi. Che sia la montagna in inverno o in estate alcuni miti non muoiono mai. Infatti, nonostante l’idea diffusa che siano pericolosi sono animali del tutto innocui, sicuramente inclini a fuggire dall’Uomo piuttosto che aggredirlo. Non costituiscono per noi alcun pericolo ed anzi coviamo nel nostro cuore la speranza di intravederli nella nebbia.

ADEGUARE LA TECNICA ALLA SITUAZIONE: la discesa si affronta spalle al versante, gambe larghe e ginocchia flesse per tenere basso il baricentro e non scivolare e, con queste condizioni di neve, puntare in profondità i talloni. La piccozza si tiene con una mano sulla paletta e la becca rivolta indietro, verso monte. In caso di scivolata bisogna arrestare immediatamente la caduta per non prendere velocità e finire chissà dove. Per bloccarsi si procede ruotando tutto il corpo in direzione della piccozza poggiandoci sopra prima l’altra mano e poi tutto il nostro peso in modo tale da far infilzare con forza la becca nella neve o nel ghiaccio. GUARDA IL VIDEO!Video di Marco Priori in sopravvivenza in montagna

EVITARE DI INNESCARE VALANGHE: alcune lingue di slavina ci ricordano che non dobbiamo battere i talloni nella neve mentre scendiamo ma accompagnarli fino a che i ramponi non fanno presa. Marco Chiaretti ci ricorda inoltre che la miglior cosa quando si vedono degli affioramenti  rocciosi a valle, lungo il pendio, è quella di andare loro incontro. Infatti, questi affioramenti funzionano da sostegno per la neve e lì le valanghe si staccano con più difficoltà. Anche questo è sopravvivenza in montagna.

VIVI LA NATURA: durante la discesa il sole riaffiora tra le nuvole regalandoci panorami mozzafiato. Preferisci  vivere le Avventure o fartele raccontare? Ogni esperienza è sempre unica e ci accresce profondamente sia per le nuove conoscenze acquisite che per le emozioni  vissute.

ATTIENITI ALLE REGOLE: in caso di necessità bisogna sempre seguire le regole fondamentali. In montagna in inverno il rischio di ipotermia è molto alto. Abbigliamento idoneo e conservazione delle energie sono alla base della sopravvivenza in montagna. Procedere in sicurezza utilizzando le tecniche corrette e percepire l’ambiente che ci circonda è di importanza cruciale.

Ricorda che la Vita va assaporata in prima persona. L’Avventura è lì che ti attende!

E per gli allievi della RedFox Survival & Tracking è in arrivo il Mountain Experience!

Cammina nel silenzio,

Marco

Foto articoli Ecosport Marco Priori

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