Il ‘pezzo’ di oggi viaggia al passo dei cavalli di montagna, sui meravigliosi tratturi dei Monti Sibillini, fra trekking ed escursionismo per tutti. Vi parlerò di come Nello Balzana e altri operatori turistici dell’area paesaggistica dell’Appennino umbro-marchigiano lavorano per rimarginare la profonda ferita inferta al Parco dal terremoto del 30 ottobre.

Venti anni d’attività, tante iniziative. Nello Balzana, norcino autentico come i buoni insaccati tipici di questa terra, non poteva immaginare un giorno di doversi imbattere nel terribile disastro ambientale che due mesi fa ha sconvolto l’Italia centrale. I 18 Comuni del Parco dei Monti Sibillini hanno subito danni incalcolabili, pesanti come rocce ciclopiche. Anche la sede di Visso è stata dichiarata inagibile. Una batosta senza vie d’uscita finanche negli aperti, infiniti sentieri di montagna. Assurdo.

La realtà drammatica del post sisma e la prospettiva di dover interrompere le escursioni fino al momento in cui le condizioni di sicurezza sui percorsi e quelle di accoglienza dei visitatori saranno ripristinate, ha minato la tenuta psicologica anche delle risorse umane più forti. “E’ stata dura per tutti – spiega Balzana che, come tanti altri, vive in un container – Casa è inagibile, non così il mio maneggio che, per fortuna, può continuare a ospitare i cavalli”. E’ lì che Nello impegna gran parte del suo tempo, per ora con pochi spiragli di ripresa. Tuttavia anche lui, come tutta la gente dell’Umbria e delle Marche, non si è lasciato sopraffare dalla forte scossa emotiva seguita a quella, impietosa, della terra. Si è rimesso subito in movimento: a Norcia, dove vive, e in montagna dove lavora. Nel frattempo, i monitoraggi sui sentieri appenninici mostrano sia segni di pericolo sia aree del tutto sicure.

Oggi i Sibillini non sono completamente inagibili. Bene, anzi, non male, per ripartire. L’inverno darà una tregua che consentirà di cercare nuovo percorsi, di sistemare quelli adesso bloccati da massi o smottamenti e in primavera sono già previste iniziative per ‘riaprire’ ai turisti.

nello-balzanaProprio nei giorni in cui l’Italia ha seguito con trepidazione e malinconia la vicenda dell’ultimo allevatore di Castelluccio, Emiliano Brandimarte, che ha lasciato la frazione montana di Norcia per dare una casa momentanea ai suoi 60 cavalli, impossibilitati a restare ai 1400 metri ‘polari’ di Castelluccio, ho letto di Nello Balzana, di quello che sta mettendo in piedi con la sua associazione ‘Nursia Equestre’: un grande raduno di appassionati di trekking per una due giorni (forse di più) nel Parco dei Monti Sibillini.

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Un sorriso per Norcia Horse’s” è il nome dato al gruppo pubblico di Facebook che invita gli appassionati di ‘paesaggio culturale’ e cavalli a dare una mano affinché Nello riparta con la sua attività di guida equestre e i Sibillini riaprano al pubblico il teatro naturale di cui sono custodi. “Siamo nella fase embrionale – spiega – Abbiamo bisogno di veri amanti della natura, di gente pronta a condividere un progetto che non è soltanto un’esperienza di turismo equestre”.

Il programma è in continua evoluzione. Sarà senz’altro fantastico, perche quella che partirà ad aprile sarà la più emozionante escursione mai organizzata sui Monti Sibillini. Non solo la presenza di cavalli, asini e muli da trasporto, il mega bivacco notturno nei boschi di faggio, gli spettacolari tratturi da percorrere e l’ascesa dai 900 ai 1500 metri, ma soprattutto la consapevolezza che, sul massiccio calcareo appenninico che si estende dall’Umbria alle Marche, sarà scritto il nuovo manifesto di un’Italia unita, volitiva, tenace, oltre il dolore, oltre le ferite dell’anima dell’uomo e della terra. Sarà un richiamo. Sarà partecipazione. Sarà transumanza del cuore. La natura solidale dell’uomo e quella geomorfologica del nostro invidiabile Appennino non sono mai state così vicine. Cavalchiamo l’Umbria. Tutti insieme.

Per informazioni, il canale facebook di Nello Balzana.

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