Sulla terrazza più alta dell’ex convento di Suor Orsola Benincasa è stato realizzato nel 2001 lo splendido giardino detto “dei Cinque continenti”, con specie rare di piante e fiori provenienti da ogni angolo del globo. Per accedervi è necessario, dopo aver ottenuto l’autorizzazione, attraversare il giardino del chiostro e un roseto dove crescono trenta specie di rose, in un luogo un tempo dedicato alla meditazione delle suore. Il giardino è diviso in settori, ognuno dedicato a un continente, nei quali sono coltivate le diverse specie. Le diverse aree geografiche corrispondono a grandi aiuole di forma irregolare e sono separate da vialetti in tufo. Una vera oasi di pace e serenità, in piena città.

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Il convento, fondato nel 1582, fu trasformato circa cento anni fa in prestigiosa Università specializzata in pedagogia e in scienze umane. L’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, oltre ad essere un magnifico luogo di cultura, è anche un vero e proprio scrigno colmo di meraviglie: possiede infatti ben quattro musei di cui il più singolare e meno noto è probabilmente il Museo del Giocattolo, in cui sono riuniti ben 1238 pezzi antichi, che include una deliziosa collezione di bambole e oggetti di arredo per le loro casette, giocattoli di latta e legno, pupazzi, giochi da tavolo e soldatini d’ogni tipo, di produzione italiana ed estera. Si può ammirare anche la bambola, fabbricata dalla ditta Kämmer & Reinhardt negli anni ’30, che fu acquistata in Germania dal filosofo Benedetto Croce come regalo per la figlia Silvia, donata da quest’ultima al museo, in cui oggi è esposta perfettamente restaurata.

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Inoltre, nel Museo storico del Suor Orsola Benincasa spicca il Cristo deposto, scultura in legno di Giacomo Colombo del 1698. Di notevole rilevanza il dipinto raffigurante Orsola Benincasa che intercede presso la Vergine per la città di Napoli, che testimonia la venerazione dei napoletani per la suora, considerata una protettrice della città al punto da essere inserita tra i santi patroni. Il museo occupa gli ambienti dell’ex parlatorio delle monache, con la tipica ruota conventuale ancora perfettamente conservata, unico punto di contatto delle religiose con il mondo esterno.

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Nella chiesa dell’Immacolata Concezione, dalla cappella di San Michele voluta proprio da suor Orsola Benincasa, una scaletta porta nella cella in cui visse la suora. Negli ambienti adiacenti alla sacrestia è esposta la statua lignea di suor Orsola seduta sulla sedia a rotelle, con vesti in stoffa, realizzata subito dopo la morte della fondatrice dell’Ordine delle Oblate dell’Immacolata Concezione di rigorosa clausura, il cui motto era: “Chi vuol viver beata osservi il silenzio e stia ritirata”.

Per visite al giardino: 081 2522288.

Valerio Ceva Grimaldi, foto di Fernando Pisacane

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