Lo scambio sembra risorgere a ogni nuova crisi economica ma assume man mano un nuovo significato: diventa non solo un modo per risparmiare ma anche il mezzo per ristabilire vecchie modalità di interazione, che permettono di dare alle cose un valore reale e non commerciale.
Tessere una rete di scambi innesca una forma di circolarità e spezza la catena dell’usa e getta.

Lo scambio sul web

Tra i siti in rete che si occupano di scambio segnaliamo Cose(in)utili attraverso il quale è possibile scambiare sia oggetti sia tempo. Una volta messo a disposizione un oggetto e inviato all’utente che lo ha richiesto, riceverai i crediti relativi che ti serviranno per ricevere altri oggetti che desideri.

Cose(in)utili non è solo un sito, ma una bellissima comunità. Ecco perché ci ha colpito.
Leggendo i post del blog, emerge la voglia di cambiamento, lo spirito d’iniziativa, l’entusiasmo dei fondatori che fanno del riuso quasi una missione.

Un altro sito degno di nota è Reoose che si definisce “eco-store” ma funziona più o meno allo stesso modo. Molto evocativo il marchio del sito, con la doppia o che assume la forma dell’infinito e dà l’idea della circolarità.

Lo scambio dal vivo

Oltre alle tantissime possibilità di scambio offerte da alcune piattaforme web, non sono da sottovalutare le iniziative “dal vivo” di associazioni locali o anche gruppi di privati.

Negli ultimi anni si sono diffusi moltissimo i cosiddetti “swap party” (“swap” vuol dire letteralmente scambiare), iniziative che si trasformano in veri e propri eventi mondani per scambiare capi d’abbigliamento, oggetti e accessori.

E tu cosa aspetti? Per fare spazio nel guardaroba perché non organizzare uno swap party con le amiche? Sarà anche un modo per riunirvi, fare merenda insieme, divertirvi e rimettere in circolazione le cose che non usate più.

In rete ci sono molti consigli per organizzare uno swap party a casa tua.

Alexia Mangione
OffGrid Italia

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