Il trekking accoppiato all’autostop (Hitch – Hiking in inglese) è praticamente scomparso, almeno in Italia, per via della dilagante diffidenza delle genti. Spostiamoci allora in India dove, lo so per certo perché il mio amico Jo Jo è lì da circa 2 mesi, è invece abbastanza semplice. Costruiamo dunque un itinerario affascinante che dalla meravigliosa pianura indostana solcata dai fiumi Indo e “Madre Ganga” (il Gange) ci porterà a circoscrivere l’Annapurna. Facciamo scalo a Varanasi memori della celebre frase di Mark Twain: “Benares è più vecchia della storia, più vecchia della tradizione, più della leggenda e sembra due volte più antica di tutto questo messo insieme”   (Twain chiama Varanasi Benares come la chiamarono, storpiandone il nome, i “protettori” inglesi). Cominciamo da lì: diciannove chilometri a piedi e a pollice in sù schivando gli assalti di tassisti di ogni genere e ci ritroviamo sulla riva sinistra del Gange in uno dei 10 insediamenti umani più antichi del mondo. E’ la Città Sacra degli Induisti. Ogni Induista, almeno una volta nella sua vita, deve essersi recato a Varanasi ad immergersi nel Sacro Fiume da almeno 5 diversi ghats ( scale di pietra che terminano all’interno dell’acqua del fiume). Ogni mattina all’alba, gli Indù iniziano a compiere da lì le proprie abluzioni a cui si può assistere, ma tassativamente senza filmare o fotografare, si risentono parecchio. Questa città di Templi, costruzioni variopinte ed affascinanti e stretti vicoli affollati è, secondo l’induismo, l’unico posto della terra in cui gli dei permettono agli uomini di sfuggire al saṃsāra, cioè all’eterno ciclo di morte e rinascita, perciò nel corso dabluzioni-nel-gangeei  secoli milioni e milioni di induisti sono venuti a morire qui. Ogni Induista desidera che vi vengano sparse le proprie ceneri, perciò le pire per la cremazione ardono 24 ore su 24. Ogni sera, al tramonto, i brahmani danzano tenendo in mano delle sculture di luce, mentre la moltitudine di persone che assistono, da terra e dal fiume, affidano alla “madre Ganga” delle fiammelle che rappresentano i propri sogni. I“Mantra” recitati in coro producono, ve lo posso assicurare, vibrazioni percepibili in ogni parte del vostro corpo e una conseguente sensazione catartica difficilmente descrivibile. Io ci sono stato negli anni ’80 e i prezzi erano decisamente bassi. Oggi so che ci si può soggiornare, adattandosi, con circa 20 euro al dì, pasti e piccole scorribande in “richaw” incluse.

Benares si trova pokhara-annapurnanello stato federato indiano dell’Uttar Pradesh dove si dipanano tutte le principali vie di comunicazione dell’India. Io ed il mio compagno di viaggio Roberto scegliemmo di fare un biglietto aereo di sola andata con l’intenzione di arrivare a superare i confini nord-est dello stato entrando in Nepal. E così facemmo: giungla, foresta e assolata pianura ci portarono infine a Pokhara. Incontrammo ovunque grande generosità superata solo dalla gravissima indigenza di molti. Un salto in un tempio a piedi nudi per ritrovare quelle incredibili “vibrazioni” di Varanasi e poi via per un trekking di 3 settimane intorno all’Annapurna. Non prima però di essere passati a metterci in lista per un imbarco nei tempi previsti dalla scorreria. Lo trovammo sullo stesso volo, ma la mente vagava ancora e non riuscimmo a scambiarci neanche una parola!

 

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