71babuk7In una piccola strada, a pochi passi dall’affollata via Foria a Napoli, si nasconde una vera sorpresa, sconosciuta ai più. Sul retro di un antico palazzo cinquecentesco appartenuto alla nobile famiglia Caracciolo del Sole si cela un piccolo giardino di fiori, girasoli ed alberi di limoni, con graziose fontane e zampilli d’acqua, che si estende su una superficie di oltre 1000 metri quadrati. Una meravigliosa ed inaspettata oasi di natura e di pace che è possibile visitare (in alcune occasioni e su prenotazione) telefonando al n. 0815499250. Il recupero dell’area si deve al professore Gennaro Oliviero, presidente dell’associazione Amici di Marcel Proust, che cura con amore il giardino e dal 2009 vi organizza visite ed eventi.

Questo piccolo paradiso urbano è dedicato a Babuk, il gatto a cui Oliviero era particolarmente affezionato. Ma le sorprese non finiscono qui. Dal giardino si accede ad una cavità sotterranea, scavata nel XVII secolo per estrarre il tufo necessario a costruire il palazzo sovrastante. La cava fu poi adibita a cisterna per l’acqua dalla capacità di ben 700.000 litri. Dopo il 1884, in seguito all’epidemia di colera, le cisterne cittadine furono gradualmente dismesse e sostituite dall’acquedotto del Serino, tuttora in uso. La scala che dal giardino conduceva all’imboccatura del pozzo, ancora oggi visibile, fu prolungata fino a raggiungere il fondo della cisterna, alta 14 metri. Nel corso della seconda guerra mondiale la cavità venne adibita a ricovero antiaereo, come dimostrano gli oggetti del periodo bellico ritrovati proprio qui. Il rifugio fu definito da alcuni “d’élite”, perché era riservato agli abitanti dell’immediato circondario e la sua presenza rimase sconosciuta a molti napoletani.

71babuk1Sulle pareti, in alto, sono ancora chiaramente visibili i passaggi utilizzati prima dai cavamonte (addetti all’estrazione del tufo) e poi dai pozzari (che si occupavano della manutenzione delle cisterne), ed anche i solchi che permettevano l’arrampicata verso l’uscita. Sui muri, ancora ricoperti dall’intonaco che impermeabilizzava il tufo, sono anche incisi segni quali croci o salamandre. Dalla base della cisterna principale si diramano dei cunicoli, alcuni sono murati dai detriti, altri danno accesso ad una cava più piccola, anch’essa visitabile.

Valerio Ceva Grimaldi, autore della guida “Napoli insolita e segreta”. (ed. Jonglez)

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