Cucina circolare. Così gli chef definiscono la possibilità di usare tutte le parti degli alimenti utilizzati in cucina. Grazie a Igor Corelli, chef stellato ferrarese e oramai volto noto della TV, la cucina circolare ha iniziato ad avere ampia diffusione anche in molti ristoranti italiani. Ecco che la buccia di cipolla, quella di patata, il gambo dell’asparago, la testa dei gamberi e i baccelli dei piselli non finiscono più nell’immondizia ma contribuiscono a nuove preparazioni.
La cucina circolare rispetta il prodotto e il lavoro di chi crea la materia prima perché ogni ingrediente viene utilizzato nella sua interezza.

Buone pratiche contro gli sprechi alimentari

Una buona pratica, non particolarmente diffusa nel nostro paese, dovrebbe essere quella del chiedere al ristorante di portare a casa i propri avanzi (nei paesi anglosassoni si chiama “doggy bag”, perchè inizialmente gli avanzi venivano richiesti per i propri animali domestici).

Nonostante l’entrata in vigore della legge n. 166/16 sugli sprechi alimentari (che promuove l’utilizzo da parte dei ristoratori di contenitori atti a consentire ai clienti l’asporto degli avanzi alimentari) solo un italiano su tre ha consolidato questa prassi.

Purtroppo si tratta anche di una questione culturale: molti ritengono che sia sconveniente, poco educato e temono il giudizio altrui. Considerato che solo un quinto dei nostri connazionali non lascia alcun avanzo nel piatto, viene favorito lo spreco di cibo.
Il “doggy bag” è invece prassi consolidata negli Stati Uniti tanto che anche Michelle Obama l’ha richiesta, nella sua visita in Italia.
Non vergognamoci, dunque: chiedere gli avanzi è un grande atto di civiltà.
Segnaliamo anche che a Nichelino (Torino) è nato un progetto sostenibile con finalità anche umanitarie chiamato Re-box, attraverso il quale si commercializzalizzano artistiche scatole per avanzi, un vero valore aggiunto per il ristoratore che ne fa uso.

La gestione dei prodotti in scadenza

Nella grande distribuzione molte sono le iniziative che consentono ai clienti di acquistare i prodotti in scadenza a prezzi molto scontati, evitando gli sprechi.
Un’iniziativa molto interessante è Last minute sotto casa, un sito web (con una app collegata) che raccoglie domanda e offerta di prodotti in scadenza.

Con questa piattaforma il cliente riesce a risparmiare sulla spesa e il negoziante evita di buttare prodotti alimentari nella spazzatura. Il progetto ha anche un aspetto sociale importante: il cibo non viene portato a casa del cliente (come accadrebbe con un e-commerce) ma sono i clienti che, dopo aver saputo tramite app della promozione in zona, raggiungono il negozio.

Che ne dite? Siamo sulla buona strada…

Alexia Mangione
OffGrid Italia

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