Immaginate di trovarvi presso un fantomatico Circolo Ricreativo della Federazione Italiana Survival (F.I.S.S.S.).

Siete comodamente seduti e state guardando il film Cast Away il cui tema principale è il naufragio su un’isola deserta ed improvvisamente vi appisolate (anch’io, confesso, l’ho trovato un po’ noioso).

Cominciate in quell’istante un sogno che tale non sembra affatto. Siete davvero su un piccolo ammasso di granito in mezzo al Mar Mediterraneo e vi guardate intorno straniti e stanchi per la lunga nuotata che vi ha portati in salvo.

In salvo? Io vedocavolo selvatico solo mare, il granito dell’isola, bassi arbusti di lentisco, mirto, cavolo selvatico e poi mi volto: ” Sono salvo!”, urlo felice.  C’è un faro che sovrasta una costruzione che sembra recente! Corro in quella direzione chiedendo aiuto a gran voce.

“Non c’è nessuno”, dico tra me e me una volta arrivato lì (e non c’è quasi niente di utile scoprirò poi).

Lì vicino mi appoggio ansimante e preoccupato ad un muretto circolare che sembra, ma sì, è, un pozzo d’acqua. “Cazzo, sarà potabile?” è il caustico pensiero che frena la spasmodica voglia di dissetarmi!

mirto insulare

Pare proprio che non riceverò aiuto, per oggi. Devo preparami un giaciglio e rendere almeno discretamente potabile un po’ d’acqua. So che è difficile morire di fame, ma senza bere la resistenza massima è pari a tre giorni.

Su di un grosso masso al mattino presto dopo una notte quasi insonne leggo:”[..] insula, Carcer sine Claustris”.  Di bene in meglio, penso non senza un po’ di sconforto, sono su “ un isola che è carcere senza sbarre”!

 E’ il momento di darsi da fare sul serio.

Devo accendere un fuoco e gestirlo al meglio. Mi servirà per disinfettare l’acqua, cucinare qualche pesce che con caparbietà e inventiva mi procurerò (il contorno di verdure non è un problema, mi sembra). Potrò fare delle segnalazioni visibili a tutte le ore del giorno e della notte. Anche se la legna è scarsa.

 

mister Wilson - castawayAllestisco un campo base il più confortevole possibile in cui tornare a rifocillarmi, a riposare e a ripararmi dopo ogni esplorazione alla ricerca di risorse.  E , chi l’avrebbe mai detto, a passare un po’ di tempo inventando modi per combattere la noia!

“Sogno ancora o son desto”, mi chiedo quando il medico dell’organizzazione, il sesto giorno dal naufragio, controlla il mio stato di salute e i mie due compagni  di avventura (eravamo in tre!) mi mandano il morale alle stelle gridando: “Ce l’abbiamo fatta!”.

Signori, questo breve, onirico racconto, non è altro che una più che plausibile sintesi dell’’esperienza realmente prevista per quest’anno verso la fine del mese di settembre; ovviamente salvo impedimenti insormontabili al momento non pervenuti, di cui vi metterei al corrente più che per tempo. Il fato non voglia!

La ricognizione è già stata effettuata e i contatti con le autorità per i permessi necessari sono ben avviati.

In queste righe poi ci sono tutti gli elementi per scoprire l’esatta location (a partire dalle coordinate fino alle descrizioni dell’isola fedeli alla realtà. Alcune foto comprese). E’ un piccolo gioco che vi propongo per stimolare le vostre capacità e, spero, spronare voglia e  fantasia.

Tenete a mente che colui che si sente in grado di cavarsela in ogni situazione normalmente pianifica e si documenta prima di cercare situazioni che richiedano lo spirito di adattams.o.s.ento e creatività necessario ad un’esperienza così “estrema”. 

Mi raccomando dunque: nel caso preparatevi per tempoSe vi sentite sufficientemente coraggiosi tenete sul radar il sito della Federazione Italiana Sopravvivenza e contattate la segreteria. In ogni caso, statene certi, ne riparleremo!

Acquisisci le capacità dell’esploratore!

Gian Luca Bovero

 

 

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