L’alchimia del desiderio…

La giornata, nonostante fosse autunno inoltrato, era tiepida ed invogliava a passeggiare inseguendo commissioni e pensieri. Lui era distratto, tanto da scontrarsi con qualcuno che usciva da un negozio… era Lei, dopo tanto, forse troppo, che non si vedevano.

Si guardarono, immobili, imbarazzati; poi si dissero “mi manchi”, anche se le parole recitarono solo un banale “come stai?”.

Si guardarono negli occhi, lui amava ascoltare gli sguardi e fisso’ il suo in quello di lei… gli occhi erano sempre magnetici come schegge di ossidiana nera, e restarono lì, come avevano sempre fatto, a sfogliarsi i pensieri… Lui ad intuirli,  Lei a conoscere perfettamente tutte le sue reazioni. Poi, contemporaneamente, guardarono entrambi verso I tavolini di un bar lì accanto, e vi si diressero. Entrambi ricordavano perfettamente come tutto era iniziato: l’incontro casuale in un locale, qualche sguardo e poi qualche chiacchiera fumando una sigaretta prima di essere risucchiato dai rispettivi gruppi di amici.

Si erano incontrati di nuovo, sempre casualmente… Lui l’aveva presa per mano e si erano appartati:

“Di te non so quasi nulla, conosco solo l’emozione che mi regali quando ti vedo”. Lei lo aveva guardato sorridendo, piegando leggermente la testa di lato ed aveva incominciato a parlare. Avevano parlato, e non solo; c’era qualcosa di magnetico tra loro, li spingeva l’uno verso l’altro, una alchimia arcana. Tutto naturale, desiderato, travolgente…

I caffè arrivarono in un tempo che a loro sembrò rapidissimo e, mentre le mani sul tavolino quasi si sfioravano, si spogliarono di sensazioni,  emozioni,  sentimenti, nostalgie; le parole invece raccontavano banalmente le rispettive routine.

Si alzarono, tornando all’angolo che li aveva fatti scontrare, per salutarsi; e si abbracciarono.

In quel preciso momento il mondo scomparve… non c’era più gente, traffico, rumori.. .c’erano dita, pelle, odori.

Si sciolsero a fatica da quella stretta e, di colpo, ritornò il traffico, le persone tornarono lì, i rumori sembravano assordanti… ma non coprivano il rumore dei passi che andavano in direzioni opposte…

Dalla Corea una composizione che è da ascoltare mentre rileggete la storia… è un mio piccolo consiglio.

Lee Byung Woo: Epilogue

Fabio Magrì

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